Sono ormai lontani i tempi in cui Elon Musk, da capo del dipartimento per l’Efficienza Governativa (Doge) istituito da Donald Trump, si ergeva a braccio destro del presidente Repubblicano degli Stati Uniti.
Dopo la dura rottura tra i due a pochi mesi dall’insediamento, ora il miliardario ceo di Tesla sembra essere diventato il primo e più feroce critico dell’inquilino della Casa Bianca.
Ospite di un podcast con l’imprenditore indiano Nikhil Kamath, l’imprenditore sudafricano ha affermato che gli Stati Uniti hanno tratto enorme beneficio dai talenti provenienti dall’India (e non solo), ma ora le politiche anti-immigrazione di Trump potrebbero rappresentare un serio problema.
A settembre, il presidente degli Stati Uniti ha aumentato le tariffe per il visto H-1B (quello utilizzato in particolare dalla forza lavoro indiana) a 100 mila dollari, colpendo in modo sproporzionato i lavoratori provenienti dal colosso asiatico, che rappresentano oltre il 70% dei titolari di questo specifico visto. Il mese scorso, l’inquilino della Casa Bianca sembrava essere sul punto di fare marcia indietro, affermando in un’intervista a Fox News che a volte la manodopera straniera era necessaria perché gli Stati Uniti non avevano «certe tipologie di talenti».
Sul punto Musk è stato categorico: «Non sono certo della scuola di pensiero che sostiene che dovremmo chiudere il programma H-1B: farlo sarebbe molto negativo».
Musk ha anche espresso preoccupazione per la politica tariffaria dell’amministrazione statunitense. Il ceo di Tesla ha affermato di aver cercato di dissuadere il presidente Trump dall’adottare la strada dei dazi, ma senza successo.
«Penso che in generale il libero scambio sia migliore», ha detto il miliardario, aggiungendo che i dazi creano «distorsioni nei mercati». Se le tariffe a livello individuale, o all’interno di ogni Stato degli Usa, potrebbero essere «disastrosi per l’economia, allora perché volere dazi tra Paesi?», ha concluso.
Nel podcast con Kamath Musk ha espresso anche la sua radicale visione sul futuro: ha profetizzato, per esempio, che tra meno di 20 anni il lavoro sarà facoltativo e che il denaro come concetto «scomparirà».
«L’energia è la vera valuta», ha detto Musk. «Ecco perché il bitcoin si basa sull’energia. Non si può legiferare sull’energia». (riproduzione riservata)