Le azioni legate all’intelligenza artificiale, dopo un boom straordinario, iniziano a mostrare segnali di vulnerabilità. Il Nasdaq Composite, fortemente esposto a titoli come Microsoft, Oracle, Amazon, Alphabet e Meta, ha perso lo 0,8% nell’ultima settimana. Molti investitori hanno preso profitto su azioni che in cinque anni hanno più che raddoppiato, mentre cresce il dubbio che i ritorni immediati dei massicci investimenti in AI possano davvero giustificare le attuali valutazioni.
Secondo Adam Parker, fondatore e strategist di Trivariate Research, una strategia prudente consiste nel guardare a società poco correlate al trend dell’AI ma in crescita. Tra i titoli che hanno registrato almeno un +10% negli ultimi sei mesi e che mostrano una correlazione inferiore al 20% con i principali nomi Ai ci sono Johnson & Johnson, McKesson, Cencora, eBay e Reit Welltower, che hanno toccato nuovi massimi. Altri, come Lockheed Martin, Cvs Health, D.R. Horton, FirstEnergy e Dollar General, non raggiungono record da mesi e potrebbero avere ancora margini di rialzo.
Un esempio emblematico è Altria, colosso del tabacco da 110 miliardi di dollari, che sta diversificando verso prodotti senza tabacco come le bustine di nicotina on!. Nel secondo trimestre la società ha aumentato le vendite del 6% a 728 milioni di dollari, sostenendo le prospettive di crescita futura. Il titolo offre un dividendo del 6,4%, coperto da un robusto flusso di cassa, e tratta a meno di 12 volte gli utili attesi, circa la metà rispetto all’S&P 500. Se riuscirà a replicare il percorso di Philip Morris nella transizione verso prodotti a rischio ridotto, Altria potrà continuare a crescere, offrendo agli investitori un’opzione attraente al di fuori dell’AI.