Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump è atterrato a Londra per la seconda visita di Stato in Gran Bretagna da quando è entrato nuovamente in carica. Il numero uno americano ha in programma una serie di incontri, a partire da quello con il primo ministro britannico, Keir Starmer, in un momento politicamente molto delicato per il governo britannico. La Cnbc ha realizzato un’analisi in cui mette in evidenza tre punti chiave, dal punto di vista della Gran Bretagna, della visita presidenziale a Londra.
Al centro ci sono innanzitutto i dazi e l’accordo che il Regno Unito ha stretto con gli Usa a maggio e che prevede una tariffa base del 10%, a cui si aggiunge il 25% sulle esportazioni di acciaio e alluminio verso gli Stati Uniti.
Un accordo certamente già più favorevole rispetto a quanto ottenuto da tanti altri paesi, come l’Ue che si è dovuta accordare su dazi al 15% e tariffe del 50% su acciaio e alluminio.
La Cnbc sottolinea come Trump, in partenza per Londra, abbia aperto a un ulteriore «aiuto» alla Gran Bretagna, in forza anche del rapporto «speciale» tra Uk e Usa che Starmer ha sempre evidenziato.
Per Anthony Gardner, ex ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Ue, sentito dalla Cnbc l’accordo tra Gran Bretagna e Usa non è ancora definito in tutti i suoi aspetti e quindi la visita di Trump è l’occasione per «finalizzare» l’accordo.
Il Regno Unito punterebbe a un ulteriore miglioramento dell’accordo sui dazi, in particolare su alluminio e acciaio. La promessa iniziale, ricorda la Cnbc, era di vederli ridotti a zero dal 25% di partenza.
Le esportazioni di acciaio Uk verso gli Usa erano il 7% del totale nel 2024, per un valore di 370 milioni di sterline nel 2024. Il punto su cui battono in Gran Bretagna è che la maggior parte dei prodotti siderurgici esportati negli Stati Uniti è di natura specialistica e di alto valore a un prezzo pari a quelli interni negli Usa. La speranza, insomma, è che la visita di Trump possa portare a una revisione migliorativa dell’accordo.
Il miglioramento delle condizioni dell’accordo sui dazi potrebbe portare a un incremento della fiducia interna verso il governo britannico, in difficoltà nelle ultime settimane. Cnbc ricorda che la vicepremier e stretta alleata di Starmer, Angela Rayner, si è dimessa dopo uno scandalo fiscale sulla casa e in seguito il primo ministro ha licenziato l’ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, Peter Mandelson, a causa dei suoi legami con Jeffrey Epstein. (riproduzione riservata)