Alla fine, con altre, è stata stralciata dal maxiemendamento al ddl Bilancio, in approvazione ieri, la previsione proposta dalla Lega della possibilità per le authority di risoluzione dei contratti a tempo determinato con personale dirigenziale avente il grado almeno di direttore nel caso di processi di revisione delle strutture organizzative.
La risoluzione riguarda anche le assunzioni di personale con caratteristiche professionali rinvenibili tra gli addetti di ruolo.
Queste misure non determinano responsabilità amministrativo-contabile. Si tratta di una previsione, di dubbia legittimità costituzionale anche per il pessimo modo in cui è stata scritta, che in sostanza avrebbe riguardato l'Arera e la Consob.
Giustamente si era parlato di una norma che introduceva lo spoils system anche ai livelli non apicali delle autorità. In questo modo non sarebbero mancate le riorganizzazioni, magari di facciata, per inserire nei gradi dirigenziali persone politicamente lottizzate in modo da tentare di avere, con una combinazione tra nomine dei vertici in cui interviene il governo e nomine dirigenziali pilotabili, il controllo di un'autorità.
È sperabile che lo stralcio sia definitivo e che in futuro non vi siano ritorni di fiamma. Il dirigente pubblico, oltre ai profili di competenza, manageriali, progettuali, deve incarnare pure una funzione di garanzia dell’oggettività e dell’indipendenza, se non dalla legge e dagli interessi generali, nella formazione delle proposte e delle decisioni. A tal fine è fondamentale l’autonomia intellettuale, che è il contrario di una sponsorizzazione partitica con i legami di riconoscenza del nominato, una volta insediatosi nella funzione.
Di questa indipendenza il presidente della Consob Paolo Savona ha dato una rigorosa dimostrazione e ciò si è riflesso, scendendo per li rami, nell’intera compagine del personale con ottime qualità professionali. Bisogna fare molta attenzione nel toccare meccanismi delicati con il rischio di scardinare una piramide istituzionale che finisce con il perdere autorevolezza e credibilità.
Quali persone di valore parteciperebbero alle selezioni per l’assunzione negli enti coinvolti per finire sotto la spada di Damocle di una improvvisa e anzitempo risoluzione del contratto? Ma, pur apprezzando l’espunzione della suddetta previsione, bisogna tuttavia riflettere sul fatto che essa denuncia una concezione delle authority e delle altre istituzioni pubbliche non accettabile, come una sorta, cioè, di dependance del governo o, addirittura, della maggioranza, tanto che si può arrivare finanche a disporre riguardo alla organizzazione interna di questi soggetti. Neanche quando nella Prima Repubblica imperversava la lottizzazione - ma attuata almeno con persone valide - si era arrivati a tanto. È dunque un preannuncio di comportamenti nel futuro prossimo?
A marzo si conclude il mandato non riconfermabile di Paolo Savona alla presidenza della Consob. Come abbiamo già scritto su queste colonne, è molto difficile candidare personaggi che abbiano il curriculum, la professionalità, la cultura e l’esperienza di Savona.
Ma la decisione, che non potrebbe escludere un esame anche delle risorse interne, si preannuncia sotto l’influsso del significato ultrattivo della possibilità agevolata di destituzione dei dirigenti? È un hors-d'oeuvre? È legittimo attendersi segnali di chiarezza e rassicurazione al riguardo. Ammesso e non concesso che il governo possa paragonarsi a Omero, bisogna sperare che si tratti di un caso in cui quandoque dormitat et bonus Homerus. (riproduzione riservata)