Il settore europeo della Difesa mette a segno un’altra seduta sopra le righe dopo che, nella notte tra martedì 9 e mercoledì 10 settembre, sono stati abbattuti droni russi che hanno violato lo spazio aereo polacco. Alle 12 di giovedì 11 settembre Leonardo cresce del 1,8% e Fincantieri del 2,1%, alla borsa di Parigi ottime performance anche per Airbus (+2,1%) e Thales (+1,7%). Rialzi più contenuti per Rheinmetall (+0,5%) e Rolls Royce (+0,3%). Il miglior titolo è però Bae Systems in rally a +3,7% dopo l’accordo triennale di ricerca e sviluppo con l’Air Force Research Laboratory (Afrsl) sulle tecnologie quantistiche.
La società aerospaziale e della difesa britannica, Bae Systems, brilla in borsa grazie all’accordo triennale di ricerca e sviluppo con l’Air Force Research Laboratory (Afrl) sulle tecnologie quantistiche. Il titolo attorno alle 12 segna un progresso del 3,7% a 1905 pence, con la migliore performance dell’indice Ftse 100 (+0,5%).
«Questa intesa ci consentirà di ampliare i confini del rilevamento quantistico e delle reti», ha affermato Jane Heyes, responsabile scientifico di Fast Labs (divisione di ricerca di Bae che ha siglato l’accordo), aggiungendo che «la collaborazione con l’Air Force Research Laboratory apre nuove possibilità per migliorare le comunicazioni tra i soldati e la guerra elettronica».
Intanto il segretario alla Difesa britannico, John Healey, ha fatto sapere che il Regno Unito produrrà i primi 1.000 droni destinati all'Ucraina. «Questi intercettori si sono già dimostrati efficaci contro il terrorismo russo degli Shahed. Aumenteremo la produzione, attireremo investimenti e miglioreremo le tecnologie per proteggere meglio le nostre città e i nostri civili dagli attacchi aerei», ha scritto su X il ministro della Difesa ucraino, Denys Shmyhal.
«Si tratta della prima volta che le forze polacche intercettano droni russi sul proprio territorio, anche se in passato erano già caduti missili fuori rotta», commentano gli analisti di Mediobanca Research. L’episodio segue il più grande attacco aereo di massa della Russia contro l’Ucraina dall’inizio della guerra, che ha coinvolto oltre 800 droni e diversi missili.
La notizia, secondo gli esperti di analisti di Mediobanca Research, evidenzia le crescenti tensioni con la Russia, nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per favorire un dialogo per un cessate il fuoco in Ucraina. «È probabile che questa escalation accelererà ulteriormente la spesa per la difesa in Europa, in un contesto di presunto rallentamento delle forniture statunitensi di sistemi di difesa aerea», prevedono gli analisti della banca d’affari.
L’abbattimento dei droni russi ha provocato reazioni immediate a livello politico: il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha chiesto un incontro straordinario con i vertici della Nato, che secondo l’agenzia russa Tass potrebbe svolgersi già venerdì 12 settembre, mentre il Parlamento europeo discute l’opportunità di rafforzare il sistema di difesa comune. Il dibattito verte anche sull’uso di droni armati e sulla necessità di aggiornare le capacità radar e di sorveglianza ai confini orientali.
La Polonia intanto ha annunciato di aver limitato il traffico aereo lungo il suo confine orientale. «Questa restrizione, in vigore fino all’inizio di dicembre, è stata messa in atto per garantire la sicurezza nazionale», ha affermato l’agenzia polacca per la navigazione aerea in un comunicato.
In Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante l’informativa urgente al Senato, ha definito la violazione dello spazio aereo polacco «un fatto gravissimo e inaccettabile, un’offesa alla sicurezza dell’intera area euro-atlantica». Il vicepremier ha poi dichiarato che l’obiettivo è «intensificare la pressione su Vladimir Putin» anche «attraverso nuove sazioni», chiarendo però che «per il governo non è all’ordine del giorno l’ipotesi di inviare militari italiani in Ucraina».
Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti ha dichiarato che «non c’è nulla di nuovo nella retorica delle dichiarazioni che sentiamo da Varsavia. Si tratta di una retorica che è stata caratteristica di quasi tutte le capitali europee ultimamente. Vediamo che continua». La Cina, dal suo canto, auspica che «il dialogo possa risolvere» la vicenda tra Varsavia e Mosca «sull’intrusione di droni russi sul territorio polacco», ha dichiarato il ministero degli Esteri Lin Jian.
Sono 29 le grandi aziende europee che operano nel settore della difesa a livello mondiale. L’annuale classifica di Defense News, aggiornata al 2025, conferma il predominio delle imprese statunitensi, che occupano 51 posti nella graduatoria e mantengono saldamente i vertici grazie a colossi come Lockheed Martin, RTX, Northrop Grumman e General Dynamics.
Ma conferma anche l’Europa è un attore rilevante. La britannica Bae Systems è la prima azienda europea e la sesta a livello globale, seguita da Thales e Airbus Defence & Space, che mantengono posizioni solide grazie ai programmi militari franco-tedeschi e alla crescente domanda interna. (riproduzione riservata)