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Deutsche Bank frena sul matrimonio con Commerzbank, ma non lo esclude. Anche se la fusione sarebbe in salita. Ecco perché
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Deutsche Bank frena sul matrimonio con Commerzbank, ma non lo esclude. Anche se la fusione sarebbe in salita. Ecco perché

23 ottobre 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 20:08

Il cfo della prima banca tedesca Von Moltke: prematura una mossa del genere. Ma il top manager ammette: il consolidamento nazionale è nella lista delle cose che si prendono in esame. L’istituto non teme un rafforzamento di Unicredit: la concorrenza non cambierebbe

Deutsche Bank frena su un matrimonio in tempi rapidi con Commerzbank ma non lo esclude dal novero delle opzioni. Questo è il messaggio che ieri il vertice della prima banca tedesca ha lanciato al mercato nel giorno di presentazione dei risultati trimestrali.

Le parole del cfo

Il cfo James von Moltke ha ammesso che l'acquisto di un concorrente nazionale è tra le opzioni che Deutsche Bank sta studiando, anche se una mossa del genere non avverrebbe subito. «Stiamo sempre esaminando il nostro set di opzioni come dovrebbe fare qualsiasi tipo di azienda ben gestita e il consolidamento nazionale è chiaramente nella lista delle cose che si prendono in considerazione», ha spiegato von Moltke incalzato da analisti e investitori su un possibile merger con Commerzbank. «Intendiamo rimanere il numero uno in Germania», ha continuato il cfo. «La logica industriale per le fusioni bancarie ha senso, ma avevamo bisogno di tempo per essere completamente pronti e quel momento non è ancora arrivato».  E riguardo a una possibile crescita di piazza Gae Aulenti sul mercato tedesco: «un'eventuale acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit non cambierebbe in modo sostanziale il livello di concorrenza domestica visto il livello di frammentazione del settore».

I precedenti tentativi

Nelle scorse settimane Deutsche avrebbe riesaminato il dossier Commerzbank con l’aiuto dello storico advisor finanziario Morgan Stanley, ma per il momento non sarebbe maturata alcuna decisione al vertice del gruppo di Francoforte. Precedenti tentativi di matrimonio risalgono al 2019 e, da ultimo, allo scorso anno ma in entrambi i casi i colloqui non produssero risultati concreti. In particolare il progetto emerso prima della pandemia naufragò per le forti opposizioni dei sindacati che temevano un bagno di sangue in termini occupazionali.

La sponda politica

Oggi però c’è chi ritiene che ci sia spazio per un nuovo tentativo. A spingere in questa direzione sono soprattutto le forze politicheche vorrebbero ostacolare l’ingresso di Unicredit sul mercato tedesco. «Il tentativo di Unicredit di acquisire quote di Commerzbank senza consultazione è un atto ostile e non è appropriato in Europa e in Germania», ha dichiarato il cancelliere Olaf Scholz subito dopo l’acquisto del 9% di Commerz da parte dell’istituto guidato da Andrea Orcel che ha in mano anche equity swap per un ulteriore 11,5% del capitale della banca di Francoforte.

«Gli attacchi ostili, le acquisizioni ostili non sono positive per le banche ed è per questo che il governo tedesco si è chiaramente schierato in questa direzione». Berlino però non sembra intenzionata a intervenire direttamente nella partita. Nei giorni scorsi il ministero della Finanze ha escluso una legge straordinaria per bloccare la scalata di Unicredit: «smentiamo questi scenari», ha tagliato corto un portavoce. Un intervento di Deutsche quindi potrebbe essere l’unica carta spendibile per il sovranismo tedesco, anche se il mercato resta cauto: in un sondaggio fatto da Citi tra gli investitori, solo il 23% dei partecipanti ha dichiarato di aspettarsi un accordo tra Deutsche e Commerz.

Nel frattempo la Bce ha ribadito più volte la necessità di operazioni transfrontaliere per fortificare il mercato del credito. Francoforte peraltro potrebbe autorizzare a breve la salita di Unicredit al 29,9% al termine della cosiddetta qualifying holding procedure, cioè l'istruttoria preliminare all'acquisto di quote rilevanti nel capitale delle banche. (riproduzione riservata)



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