«Sulla difesa c’è spazio per un’iniziativa italiana. Un governo stabile come quello attuale può convincere l’Europa a emettere nuovo debito comune». L’ex commissario Paolo Gentiloni indica la via alla premier Giorgia Meloni per infrangere il più grande tabù dell’Ue: gli eurobond. La Commissione ha già annunciato un piano per rilanciare la difesa europea, ma la maggior parte dei fondi (650 miliardi) arriverà dagli Stati membri, che potranno derogare al Patto di Stabilità.
Una somma ben inferiore, circa 150 miliardi, sarà garantita invece dal debito comune, comunque una svolta visto che Bruxelles lo ha utilizzato solo nella pandemia. Questa volta la storica contrarietà dei Paesi frugali è venuta meno proprio per il sentimento d’urgenza ispirato dalla guerra in Ucraina. E non a caso tutti i 150 miliardi sono andati esauriti.
Dal successo di Safe (si chiamano così i nuovi fondi comunitari) è arrivata un’indicazione forte e chiara: in Ue c’è fame di eurobond per la difesa. Con le prospettive di pace tornate ad allontanarsi, il tema del debito comune ha tenuto banco nel fine settimana al Forum Ambrosetti. «In un momento caratterizzato da crescente instabilità, dobbiamo rafforzare le capacità militari», ha spiegato Gentiloni a MF-Milano Finanza.
«È l’ora di dotarsi di un’industria e di una difesa comune. Ma come finanziarle? Non possiamo procedere ognuno per conto proprio perché Paesi come la Germania hanno una capacità di bilancio ben più ampia di Italia e Francia. E questo è proprio il motivo che finora ci ha spinto a prendere le poche decisioni sugli eurobond: evitare di avvantaggiare i governi con un portafoglio più largo».
Convincere Bruxelles però non sarà facile, ma per l’ex premier è il momento giusto. «Paesi storicamente riluttanti, come i Baltici e gli Scandinavi, sono d’accordo», osserva Gentiloni. «Quindi si potrebbe creare un blocco formato anche dagli Stati dell’Est e del Sud, più inguaiati sul bilancio». Resta da superare la contrarietà della Germania. «Ma se Berlino spenderà 500 miliardi in dieci anni sulla difesa», spiega l’ex commissario, «come potrà opporsi? Soprattutto in presenza di garanzie di serietà sui conti pubblici».
Da qui lo spazio per una nuova iniziativa sugli eurobond, che per Gentiloni può essere guidata da un governo stabile come quello italiano, «la cui prudenza e responsabilità ha pagato come si evince dal riavvicinamento degli spread».
L’Italia, insomma, ha dato prova di maturità sui mercati e ora potrebbe spingere l’Ue a una svolta sul debito. Un cambio di passo che anche le agenzie di rating dovrebbero prezzare. «Dal punto di vista delle aspettative», afferma Gentiloni, «è ora di migliorare il giudizio sul Paese». (riproduzione riservata)