Il primo atto della quarta generazione della numerosa famiglia dei Boroli Drago al comando del gruppo De Agostini è stato il reinvestimento di parte della vendita del business del gaming e del digitale della ex Igt, ora ribattezzata Brightstar Lottery, al fondo Apollo.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la partecipazione di minoranza della conglomerata di Novara guidata dai fratelli Enrico e Nicola Drago, rispettivamente presidente e vice con deleghe operative, nella nuova Igt è dell’11,4%. Da giugno Enrico e Nicola Drago sono rispettivamente il presidente e vicepresidente con deleghe operative del gruppo da 2,7 miliardi di euro di ricavi.
Il pacchetto di minoranza è nel portafoglio della holding, al pari del 42,3% della vecchia casamadre Brightstar Lottery e delle quote nelle società che gestiscono le altre gambe di business della De Agostini: editoria (De Agostini Editore), media (DeA Communications), farmaceutico (Content Group), finanza (Dea Capital) e il 10,29% di Venchi. A fine 2024 il net asset value (nav) della conglomerata era di 3,17 miliardi, valore che fa del gruppo De Agostini una delle principali holding italiane.
A inizio luglio, dopo aver ricevuto il testimone dai precedenti vertici (Lorenzo Pellicioli e Marco Sala), Enrico Drago - a cui spetta la diretta supervisione del business di Brightstar - ha seguito il closing della cessione da 4,05 miliardi di dollari delle divisioni giochi e scommesse digitali della quotata (a Wall Street) Igt al nuovo colosso del gaming che il private equity Apollo ha costruito attorno all’americana Everi.
Quest’ultima è specializzata nella produzione di slot machines e nella fornitura di servizi ai casinò. Disegnata nel 2024, l’operazione prevedeva che con i proventi Igt - con contestuale rebranding in Brightstar Lottery - si rifocalizzasse sulle tradizionali lotterie, riducesse il debito, provasse a riaggiudicarsi la gara in Italia per il gioco del Lotto e remunerasse i soci.
Fra questi, De Agostini che si era impegnata a reinvestire nel nuovo gruppo creato da Apollo, che nel frattempo ha deciso di operare sotto il nome di Igt. Assieme alla nuova concessione per il Lotto in Italia che si è riaggiudicata a maggio per altri 9 anni per oltre 2,2 miliardi di euro, Brightstar - che ha in tutto 6 mila dipendenti - gestisce direttamente le lotterie dell’Indiana e del New Jersey e fornisce le tecnologie per il settore in altri 26 giurisdizioni americane e per sette delle 10 maggiori lotterie del mondo.
A Enrico fanno capo anche le attività nella finanza, dove la controllata Dea Capital ha appena siglato un accordo vincolante con Green Arrow per la vendita di Dea Capital Alternative Funds, la piattaforma di gestione di fondi alternativi guidata da Gianandrea Perco. Il closing, per circa 28 milioni, arriverà nei prossimi mesi dopo le necessarie autorizzazioni di Bankitalia, closing a cui poi in casa De Agostini potrebbe seguire un accorciamento della catena societaria fra la controllante Dea Capital e Dea Capital Re. È l’altra sgr sottostante guidata da Emanuele Caniggia che gestisce i fondi immobiliari del colosso di Novara. Nicola, che ha deleghe operative simili al fratello, ha invece la responsabilità del business editoriale, media, farmaceutico e della partecipazione in
Venchi. Dal bilancio 2024 emerge che l’operazione che ad agosto dello scorso anno ha portato De Agostini ad investire nel gruppo torinese del cioccolato di qualità guidato da Daniele Ferrero è costata circa 70 milioni. La holding dei Boroli Drago è diventata il primo azionista istituzionale di Venchi, dietro al management. (riproduzione) (riproduzione riservata)