Via libera dal consiglio dei ministri al primo disegno di legge annuale sulle pmi. Un testo fortemente voluto dal ministro del Made in Italy Adolfo Urso (che parla di «svolta strategica per la politica industriale del Paese») e che mira a incentivare l’aggregazione tra piccole e medie imprese facilitandone l’accesso al credito.
Tra i principali interventi del provvedimento, i mini contratti di sviluppo per il comparto moda, cui vengono destinati fino a 100 milioni di euro per sostenere programmi di investimento di importo dal valore tra 3 e 20 milioni. Altra novità sono le Centrali consortili, enti giuridici finalizzati a indirizzare e coordinare le pmi già organizzate in consorzi di filiera, il cui funzionamento sarà disciplinato dal governo entro un anno.
Per favorire l’accesso al credito delle imprese, il ddl attribuisce poi all’esecutivo una delega per il riordino della disciplina dei Confidi con l’obiettivo di semplificare la normativa rivedendo, tra l’altro, le regole di iscrizione all’albo previste dal Testo Unico Bancario.
In arrivo anche nuovi incentivi fiscali per le aziende che aderiscono a un contratto di «rete soggetto» consentendo la sospensione d’imposta sulla quota di utili destinata a investimenti previsti dal programma comune di rete: l’agevolazione, finanziata fino a 45 milioni nel triennio 2027-29, riguarda gli utili realizzati tra il 2026 e il 2028 e destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio dedicato all’affare.
A sostegno dell’occupazione giovanile, per il 2026-27 il testo introduce per le aziende fino a 50 dipendenti una «staffetta generazionale» per liberare in anticipo nuovi posti di lavoro attraverso un meccanismo di pensionamento flessibile: negli ultimi due anni di lavoro, il dipendente anziano potrà richiedere una diminuzione dell’orario lavorativo tra il 25 e il 50% a condizione che, contestualmente, l’azienda assuma un under 35. La misura consentirà al giovane di acquisire il know-how e subentrare all’anziano una volta cessato il rapporto di lavoro di quest’ultimo.
Per contrastare il fenomeno delle false recensioni online nel turismo e nella ristorazione, il ddl introduce poi l’obbligo di verifica dell’attendibilità: entro 15 giorni dall’impiego del servizio, il consumatore potrà rilasciare la sua recensione motivata, di cui l’impresa interessata potrà chiedere la cancellazione in caso, ad esempio, di giudizio falso o ingannevole.
Da ultimo, a 13 anni dal primo Startup Act, il disegno di legge affida al governo la delega per la stesura di un Testo unico in materia di startup che coordini la normativa vigente abrogando le norme obsolete e approntando modifiche migliorative. Qui viene consolidata e potenziata la figura del garante, che promuoverà formazione e crescita dell’ecosistema italiano dell’innovazione tecnologica. (riproduzione riservata)