I dazi di Donald Trump si sono abbattuti sul mondo e sull’Unione europea, che si vedrà imposte tariffe del 20%. Ma cosa può fare l’Europa per difendersi dalla guerra commerciale avviata dal presidente Usa? Un vademecum si trova sul sito del Parlamento europeo, che elenca tutti gli strumenti a disposizione per difendersi dai dazi Usa e dalle sue conseguenze.
L’Ue e i suoi stati membri fanno parte dei 164 paesi che compongono l’Organizzazione mondiale del commercio (Omc), realtà creata nel 1995 per garantire un sistema regolamentato per il commercio internazionale. L’Omc, tra le sue facoltà, ha il potere di decidere in materia di dispute commerciali e di far applicare le proprie decisioni. In passato ha già contribuito a evitare che delle dispute commerciali degenerassero.
Ogni membro dell’Omc può presentare un ricorso contro quelle che ritiene violazioni delle norme dell’organizzazione e richiedere dei risarcimenti. Dal 1995 a oggi, l’Ue è già stata coinvolta in 201 cause, tra accusante e imputato.
L’Ue può comunque definire regolamenti propri per contrastare l’introduzione in Europa di beni a prezzi eccessivamente bassi e che vanno a pesare sui produttori europei.
Alcuni esempi sono i prodotti realizzati in Paesi senza competizione, perché lo Stato interferisce pesantemente nel processo produttivo oppure perché l’azienda non rispetta gli standard internazionali ambientali e di lavoro. In questo caso l’Ue può decidere di imporre dei dazi anti-dumping come strumento di difesa commerciale.
A novembre 2022 il Parlamento europeo ha approvato anche norme per contrastare le sovvenzioni estere che distorcono il mercato alle imprese che operano nell'Ue. In questo caso, quindi, si parla di sussidi che possono creare condizioni di disparità e rendere più difficile la concorrenza per le imprese europee.
Il Parlamento europeo spiega che i suoi deputati auspicano che la Commissione europea disponga del potere di indagare e contrastare le sovvenzioni estere concesse alle società destinate ad acquisire imprese dell'Unione Europea o partecipare agli appalti pubblici dell'Ue.
Uno strumento di recente introduzione, datato ottobre 2023, è quello anti-coercizione: può essere impiegato dall'Ue per «contrastare le minacce economiche e le restrizioni sleali al commercio da parte di paesi extra-europei».
Lo scopo è quello di fare da deterrente, in modo da poter risolvere conflitti commerciali tramite la diplomazia, ma se fosse necessario potrebbe essere usato per intraprendere azioni contro paesi extra-europei, con misure che vanno dalle limitazioni commerciali alle restrizioni per investimenti e finanziamenti.
Quella avviata dai dazi di Trump non è certo la prima potenziale guerra commerciale tra Ue e Usa. Alcuni casi li ricorda il Parlamento europeo: dai dazi sulle banane che favorirono le esportazioni verso l’Ue della frutta proveniente da alcuni paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, a discapito dei paesi dell’America Latina, ai dazi su acciaio e alluminio imposti nel 2018, senza considerare le tariffe sulle olive spagnole.
Inoltre per 20 anni l’Ue ha avuto contrasti con Stati Uniti e Canada sulla carne trattata con gli ormoni, considerata potenzialmente pericolosa per la salute. Questione che era stata risolta nel 2012 con l’aumento delle quote d’importazione di carne statunitense e canadese senza ormoni da parte dell’Ue. (riproduzione riservata)