Danieli ha annunciato il 28 agosto la sottoscrizione di un accordo con il gruppo siderurgico italiano Marcegaglia per avviare la fase di ingegneria del progetto di minimill per prodotti piani a Fos-sur-Mer, in Francia.
Il nuovo impianto produrrà fino a 2,1 milioni di tonnellate l’anno di coils laminati a caldo, destinati ad alimentare l’impianto di laminazione a freddo del gruppo a Ravenna, coprendo circa il 30% del fabbisogno complessivo di Hrc del gruppo. La commessa include le tecnologie più avanzate di Danieli, permettendo una produzione estremamente flessibile ed efficiente.
L’avvio del nuovo impianto è previsto per la metà del 2028. Il gruppo Marcegaglia ha rilevato l’impianto, in precedenza in amministrazione controllata, nel 2024 impegnandosi ad assumere tutti i dipendenti e a investire oltre 750 milioni di euro in un importante progetto di trasformazione industriale.
Il valore della commessa di Danieli non è stato reso noto ma, per le caratteristiche dell’ordine, Equita ritiene possa essere rilevante e superiore ai 100 milioni di euro, oltre il 3% della raccolta ordini del gruppo. «Riteniamo che, come sempre accade, l’ordine verrà incluso nel portafoglio ordini, il backlog, a completamento dell’attività di ingegneria», precisa la Sim.
Anche per Mediobanca Research, considerando le tecnologie coinvolte e le dimensioni del minimill, il contratto è un’aggiunta di «dimensioni medie» al portafoglio ordini della divisione Plantmaking del gruppo, il cui focus principale resta il completamento del progetto di Piombino (il finanziamento è in corso). «In attesa di un recupero del business Steelmaking, un andamento positivo degli ordini nel Plantmaking rimane un valido supporto a questa storia aziendale», aggiunge la banca d’affari.
La commessa conferma il solido rapporto di Danieli con il gruppo Marcegaglia con diversi ordini vinti negli ultimi anni. Nonostante il contesto rimanga sfidante per il settore siderurgico europeo, a detta di Equita, Danieli sta continuando a vincere importanti commesse grazie a una leadership tecnologica globale con soluzioni innovative in grado di efficientare le produzioni, renderle flessibili e ridurre le emissioni.
Il prossimo catalizzatore chiave sarà la pubblicazione dei risultati dell’intero esercizio fiscale il prossimo 26 settembre. «La nostra stima di ebitda 2025 a 384 milioni è vicina al livello dello scorso anno, sotto il punto medio delle guidance della società a 400 milioni e il consenso Bloomberg fissato a 407 milioni. L’utile netto è atteso a 214 milioni, -11% anno su anno, includendo l’impatto negativo del cambio. Il consenso Bloomberg si aspetta 242 milioni», continua Mediobanca Research. L’attenzione sarà poi rivolta alle prospettive 2025-2026 e al contributo delle divisioni Steelmaking e Plant Making. «Confermiamo il rating neutral e il target price a 37 euro sul titolo».
Il titolo Danieli tratta a 10-9 volte il multiplo prezzo/utile adjusted 2026-2027 ed Equita ha ribadito il rating buy con un target price a 41 euro. A Piazza Affari l’azione ha chiuso la seduta a quota 40 euro (-3,15%). Negli ultimi tre mesi ha guadagnato il 15,7%. (riproduzione riservata)