Dalle cave palladiane al futuro elettrico: l’evento onirico di Cupra
Una gamma in buona parte nuova o con modelli rinnovati, che segna il tempo di un passaggio importante per il dinamico marchio catalano, presentati attraverso un percorso artistico, in luoghi storici e con risvolti filosofici, con stile
Nomi oramai familiari come Ateca, Leon e Leon Sportstourer, o freschi come Formentor – il modello che ha cambiato il mercato, non più derivato da Seat e di gusto trasversale – le elettriche Born (ora anche con la più potente VZ) e la nuovissima Tavascan, più la prossima Terramar, su strada a breve. Le sette sorelle si potrebbero etichettare (lasciando perdere “I sette Samurai” o il remake western I magnifici sette, entrambi per ragioni almeno geografiche), ma non si è trattato di un festival cinematografico: l’evento di presentazione è un percorso che, dopo la guida dei vari modelli sui colli vicentini, ha raggiunto Montecchio Maggiore: meta infatti è il Castello della Bellaguardia che fronteggia il Castello della Villa: rispettivamente noti come «Castelli di Giulietta e Romeo».
Nei pressi del primo, l’accesso alle cave ipogee dove nel ’500 si estraeva la pietra per le ville palladiane, luogo in cui per la prima volta in assoluto è stato organizzato un evento di tele portata.
«Dreams shape the future», in collaborazione tra Cupra e l’artista Andrea Crespi, è una mostra-evento curata da Sandie Zanini, che la presenta così: «Viaggio con l’ambizione di scoprire l’identità di Cupra attraverso la ricerca artistica di Andrea Crespi. Nessuna delle opere esposte è casuale: ogni creazione incarna valori condivisi, attraverso sperimentazioni che si muovono tra il mondo fisico e digitale, abbracciando mezzi e materiali diversi per un’esperienza unica. Per Andrea l'arte non può essere statica: deve evolversi, essere eclettica e pionieristica, proprio come la personalità delle auto di Cupra».

Diversi i passaggi da scoprire nel sottosuolo, dalla grafica al digitale con ologrammi in movimento, dalle sculture alla tela. Con finalità anche oltre l’arte stessa, come si vedrà. L’installazione «From zero to hero» rappresenta la partenza del percorso: creata ad hoc per Cupra, è preludio al viaggio artistico, immersione progressiva tra innovazione e sperimentazione, trasformando «Da zero a 100» in altro scenario. L’opera cambia colore grazie al wrapping iridescente, come le auto.

Attraversando l’arte classica con le teste della Venere di Milo, l’anteprima ispirata alla scultura Amore e Psiche del Canova, passando all’arte che fisicamente non esiste con Tria: ologramma tridimensionale di una farfalla con il volto di Hera, moglie di Zeus, nelle ali. Per concludere con il monumentale quadro «David dei 100», già esposta anche alla Triennale di Milano: realizzata nel formato originale della statua di Michelangelo, rientra in un progetto umanitario con i bambini di Dynamo Camp, protagonisti nella realizzazione (sette parti in sette giorni, con bimbi e ragazzi diversi: cento in totale), nuovi eroi contemporanei, spiegando il concetto iniziale «From zero to hero».
La spettacolare discesa verso gli inferi permette a Pierantonio Vianello, direttore di Cupra Italia, di fare il punto sul marchio, forte di successi sul mercato con quasi 700 mila vetture vendute dalla nascita nel 2018, come si nota anche dalla visibilità del circolante, sostenuta dal gradimento di Formentor. Cupra presenta la gamma completamente rinnovata o implementata da nuove versioni VZ (le più potenti: sigla che significa «Veloz»), modelli rinnovati come Leon (anche Sportstourer) e Formentor, più due interamente nuovi: Tavascan e Terramar.

Iniziata evolvendo quelle che erano allestimenti più sportivi o anche solo sportiveggianti dalla gamma Seat con l’aggiunta di Cupra (contrazione da Cup Racer: evocative delle coppe monomarca). Quando la Casa madre ne percepisce il potenziale, investe fino a conferire lo status di marchio: prima con versioni derivate da Seat, quindi studiando modelli propri e aprendo la via a un mercato che ha apprezzato le novità.
Il marchio Cupra è stato curato nei dettagli, dal piacevole logo che ricorda i tatuaggi tribali, ai materiali come il rame (non a caso «cuprum» in latino), allo stile personale e riconoscibile. Giovane e sportivo, piace trasversalmente e supera anche facilmente i limiti di età. La seconda fase è l’affinamento dell’immagine, dai punti vendita all’oggettistica griffata, con gusto e stile, orbitante ai colori propri del marchio, dal rame al petrolio, passando per azzurro cenere e blu sfumato, o da vari toni di grigio.
L’evento prosegue con la presentazione nelle cave della nuova Tavascan: l’artista Andrea Crespi con questa live performance fa emergere la luce dal buio, tra giochi luminosi e musicali rivelando l’ultima sua creazione ispirata alla nuova auto 100% elettrica Tavascan che portando con sé i valori di questo parallelismo artistico.
Queste le sue parole: «Dreams shape the future, è il messaggio del viaggio onirico di connessione tra il mio lavoro e la visione di Cupra. Trovarsi in questa ambientazione unica che ospita le mie opere, è per me un sogno. Realizzarlo insieme a un marchio innovativo e anticonvenzionale, rende tutto ancora più magico. Tutto ciò che abbiamo realizzato nasce da un'idea, da un sogno. Siamo qui perché abbiamo creduto in quei sogni, li abbiamo seguiti, e li abbiamo trasformati in realtà. Vi invito a continuare a sognare, perché sono i vostri sogni che plasmeranno il nostro futuro».
Come scrisse il Sommo poeta: «E quindi uscimmo a riveder le stelle…», salendo alla sommità del castello per scoprire Cupra Terramar, la cui presentazione su strada è a breve. La prossima sport utility sportiva, è inquadrata come «nuovo eroe di una nuova era» per il marchio, motivando il collegamento con l’esposizione d’arte.

Studiata per portare, unitamente all’ammiraglia elettrica Tavascan, l’immagine Cupra a più alti livelli, senza perdere la sua anima, con design deciso fino agli interni con la sportività orientata al guidatore. La produzione è iniziata nello stabilimento ungherese di Györ, da dove uscirà con diverse tecnologie, fino alla e-Hybrid plug-in 200 kilowatt (272 cavalli) e oltre 100 km di autonomia elettrica.
Pierantonio Vianello ha concluso l’evento con queste parole: «Il nostro design può dividere, come l’arte, ma è quello che ci contraddistingue. Con i concetti espressi da «Dreams shape the future» e «From zero to hero», Cupra intende supportare nuovi talenti, per una nuova arte», aggiungendo: «Tutti abbiamo un sogno: dobbiamo crederci finché non si realizza». (Riproduzione riservata)
Native Content