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Motori

Dal 1854 a oggi: come Baglietto ha rivoluzionato la nautica

Baglietto compie 170 anni. Da Varazze, con piccoli scafi da lavoro, alla conquista degli oceani, a bordo di motoryacht e navi da diporto, il marchio del gabbiano non smette di far sognare

di Fabio Petrone
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La prima America’s Cup, il più antico trofeo del mondo, per molti ufficializza nel 1851 non solo la nascita delle competizioni veliche, ma anche dello yachting, ossia l’andar per mare per svago. Appena tre anni dopo, nel 1854, cioè 170 anni fa, Pietro Baglietto fonda a Varazze un piccolo cantiere per la costruzione di barche, dando vita a un marchio che con il suo nome ha segnato la storia dello yachting. Dai piccoli scafi da lavoro, Baglietto passò presto a realizzare barche da regata, poi i primi motoscafi, le unità per la Regia Marina, i motoryacht di lusso, fino ad approdare alla costruzione di navi da diporto, oggi il core business dell’azienda.

Dal 1854 a oggi: come Baglietto ha rivoluzionato la nautica

Celebrare le imbarcazioni che hanno segnato la storia del cantiere è difficile perché tanti sono stati i modelli che, grazie alle innovazioni tecnologiche e di design, hanno segnato il tempo. Ogni barca varata testimonia l’evoluzione continua del «marchio del gabbiano», simbolo di qualità, esclusività e artigianalità. Come ben documenta il libro Baglietto. Dal 1854 l’arte di navigare, a cura di Antonio Macaluso, edito da Rizzoli che ripercorre la storia del cantiere dalla nascita fino all’arrivo, nel 2012, della famiglia Gavio, che ne assume il timone, portando avanti la stessa filosofia.

Gianni Agnelli e Giampiero Baglietto al Salone Nautico di Genova, 1970
Gianni Agnelli e Giampiero Baglietto al Salone Nautico di Genova, 1970

Oggi, oltre alla possibilità per gli armatori di richiedere unità totalmente su misura (nell’ultimo anno sono stati firmati i contratti per un 50 e un 56 metri full custom), il cantiere propone quattro linee principali di prodotto, modelli semi-custom, realizzati su differenti piattaforme navali con dimensioni e design esterno definiti, che intercettano le diverse esigenze degli armatori. La linea dislocante T Line, progettata da Francesco Paszkowski Design, è composta da due modelli: il T52 e il T60. Il T52, in particolare, 52 metri in acciaio e alluminio, nella sua fascia di mercato ha ottenuto un successo senza precedenti con otto unità già vendute prima ancora di iniziare la costruzione del primo esemplare, più altre due il cui contratto è stato firmato in seguito.

DOM133
DOM133

La Fast Line Baglietto, sempre scaturita dalla creatività di Francesco Paszkowski Design, è dedicata agli armatori che ricercano alte prestazioni e design sportivo. Fast50, scafo dislocante veloce in costruzione, riesce perfettamente a coniugare performance ed eleganza senza tempo. Quattro motori Mtu per un totale di 10.400 cavalli garantiscono prestazioni fino a 30 nodi, senza nulla togliere al comfort e alle richieste di vivibilità che oggi il mercato richiede.

Baglietto T52
Baglietto T52

La gamma DOM comprende due motor yacht progettati da Stefano Vafiadis, un 115 e un 133 piedi, entrambi a tre ponti con scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio. L’entry level della gamma, DOM 115, riprende il concept del 41 metri e può ospitare fino a 12 ospiti, 7 persone di equipaggio.

Alcune immagini del libro celebrativo Baglietto. Dal 1854 l’arte di navigare, a cura di Antonio Macaluso, edito da Rizzoli. Gianni Agnelli e Giampiero Baglietto al Salone Nautico di Genova, nel 1970, e il M.E. 91 realizzato per Vittorio Emanuele III nel 1938. A sinistra,  il Silver Fox.
Alcune immagini del libro celebrativo Baglietto. Dal 1854 l’arte di navigare, a cura di Antonio Macaluso, edito da Rizzoli. Gianni Agnelli e Giampiero Baglietto al Salone Nautico di Genova, nel 1970, e il M.E. 91 realizzato per Vittorio Emanuele III nel 1938. A sinistra, il Silver Fox.

Baglietto guarda anche al futuro con l’inedita Explorer Line (XO Line), dedicata agli armatori che amano navigazioni a lungo raggio e condizioni impegnative. Il primo modello, l’X50, è lungo 49,90 metri con uno scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio. Il design è ancora di Francesco Paszkowski Design. L’elemento distintivo è l’area di osservazione sopra la timoneria, che offre una visione completa del paesaggio circostante. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 12/12/2024 12:31
Ultimo aggiornamento: 12/12/2024 12:31
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