Con la netta discesa dell’inflazione e il progressivo taglio ai tassi di interesse, il mercato immobiliare residenziale sembra star preparando la risalita. Dopo il crollo del 2023 (-10%), le compravendite sembrano aver invertito la rotta già nel secondo trimestre dell’anno (+1,2%) e ora gli esperti di Rexer (la rete di Intesa Sanpaolo, Homepal e Bper Banca) stimano una fine dell’anno con oltre 700 mila compravendite immobiliari, in contrazione solo dello 0,5% rispetto all’anno precedente e il terzo miglior risultato dal 2011.
Alcune città, tra cui Genova (+1,1%), Roma (+1,4%) e Firenze (+2,3%), hanno già invertito la tendenza, mentre Milano (-9%) resta ancora quasi in fondo alla classifica anche a causa della vicenda giudiziaria legata al blocco dei cantieri. La città meneghina, così come Roma, mantengono comunque il loro posizionamento quali principali poli di investimento immobiliari.
Secondo lo studio però anche le città secondarie e minori sembrano farsi spazio nel comparto, segnalando nuove tendenze e una rinnovata vivacità. Oltre Torino e Bologna, nella classifica stilata da Rexer, sulla base di un indice proprietario per identificare le città italiane più attrattive, si fanno largo nella top ten capoluoghi del Sud Italia come Bari e Napoli che, seppur presentino quotazioni più basse e un minor numero di transazioni immobiliari rispetto alle città sopra riportate, sono in crescita e iniziano a configurarsi con un buon potenziale, anche per gli acquirenti di seconde case (a Napoli nel primo semestre del 2024 le transazioni immobiliari sono cresciute del +4,9%). Tra le città più piccole in classifica spiccano alternative ai grandi centri urbani come Monza, Padova, Bergamo, Brescia e Modena.
Le compravendite si dovrebbero avviare così verso una progressiva risalita, riprendendo la stessa traiettoria dei prezzi che, invece, hanno retto e in alcuni cali anche continuato a salire. Per il 2024 le stime di Rexer vedono costi in crescita del 2% in tutte le principali città italiane, specialmente nel segmento del nuovo, con una crescita attesa addirittura del +9,8% nel 2024. Scarse e quindi più ambite e preziose, le nuove costruzioni sono sempre più difficili da trovare sul mercato: un effetto rarità che ha fatto salire i loro prezzi del 30% negli ultimi cinque anni.
D’altronde la predilezione degli italiani verso la proprietà immobiliare non accenna a diminuire con, secondo il sondaggio condotto da Rexer, ben il 30% dei proprietari di una casa che ha intenzione di acquistare un immobile nei prossimi 12 mesi, anche se già in possesso di una casa di proprietà. L’interesse all’acquisto sta crescendo, soprattutto a Milano, anche grazie alle politiche monetarie finalmente espansive che facilitano l’accesso al credito, con il 37% del panel che dichiara di aver aumentato il suo interesse all’acquisto di un immobile negli ultimi due anni.
Il tasso bloccante, ovvero la soglia massima di tasso d’interesse considerata tollerabile dagli acquirenti, è del 2% nelle fasce più giovani (fino a 44 anni) e meno istruite (fino a laurea triennale), mentre sale al 4-5% con l’aumentare dell’età e del livello di istruzione (over 55 e laureati magistrale). Anche con l’iniziale discesa dei tassi la propensione all’acquisto resta ancora condizionata dal costo del denaro, in attesa probabilmente del progresso e ulteriore calo. (riproduzione riservata)