Crédit Agricole sfida Unicredit e sale al 15,1% di Banco Bpm con una mossa che non dispiace al governo italiano e al ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti. La banca francese, primo azionista di piazza Meda al 9,2% e assistita secondo indiscrezioni da Jp Morgan, ha notificato all’autorità italiana e a Banco Bpm di aver sottoscritto strumenti finanziari relativi al 5,2% del capitale dell’istituto milanese, «che possono essere fisicamente regolati previa approvazione delle autorità di vigilanza», spiega una nota.
Crédit Agricole richiederà quindi l’autorizzazione della Bce per aumentare la propria quota nel capitale sociale di Banco Bpm oltre il 10% e fino al 19,99%.
«Questa transazione – spiega una nota – è coerente con la strategia di Crédit Agricole come investitore e partner di lungo termine di Banco Bpm: rafforza le solide partnership industriali nel credito al consumo e nell'assicurazione danni, protezione personale e protezione dei creditori, e sottolinea l'apprezzamento di Crédit Agricole per le qualità intrinseche di Banco Bpm, ovvero un solido franchising aziendale con prospettive finanziarie positive».
Crédit Agricole non intende lanciare un'offerta pubblica di acquisto sulle azioni di Banco Bpm. Si prevede che la transazione non avrà un impatto significativo sul coefficiente Cet 1 di Crédit Agricole.
Il blitz dell’Agricole arriva a due settimane dal lancio dell’ops da 10,1 miliardi di euro da parte di Unicredit. La mossa della banca di piazza Gae Aulenti è stata salutata positivamente dal mercato ma ha suscitato una brusca levata di scudi da parte di piazza Meda e, soprattutto, del governo Meloni. Al punto che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è arrivato a minacciare l’utilizzo del Golden Power per bloccare un’operazione «non concordata».
Alla scalata dei francesi si danno diverse letture. C’è chi ritiene che la banque verte punti soprattutto a salvaguardare i rapporti finanziari e industriali creati con il Banco. Agricole è socio del Banco dalla primavera del 2022 quando acquistò la partecipazione per circa 350 milioni di euro. Oggi la quota vale oltre un miliardo grazie al rally messo a segno dal titolo negli ultimi due anni.
Ma per Parigi quello in piazza Meda non è solo un investimento finanziario. In gioco ci sono importanti alleanze commerciali nel credito al consumo (attraverso la controllata Agos Ducato di cui Bpm detiene il 39%) e nelle polizze danni (attraverso Banco Bpm Assicurazioni).
Sotto la lente di Agricole qiundi ci sarebbe oggi soprattutto il futuro di queste fabbriche ad alto contenuto commissionale che per il business italiano del gruppo saranno un tassello importante in uno scenario di tassi sempre più bassi. E la crescita nel capitale del Banco sembra finalizzata ad aumentare il potere negoziale di Agricole nelle trattative con Unicredit.
Il ceo di piazza Gae Aulenti Andrea Orcel dovrebbe incontrare il numero uno della banque verte Philippe Brassac attorno a venerdì 20 e comunque entro la pausa natalizia. Un primo vertice tra i due banchieri era atteso già nei giorni scorsi ma è stato poi posticipato di qualche settimana. Sul tavolo ci saranno con ogni probabilità il futuro delle fabbriche costruite con il Banco e anche dell’alleanza tra Amundi (il braccio armato dell’Agricole nel risparmio gestito) e Unicredit.
Ma le speculazioni non finiscono qui. Ostacolando l’operazione Unicredit-Banco, l’intervento dell’Agricole potrebbe riaprire scenari alternativi per il Banco con il placet del vertice di piazza Meda e del governo. Non è un mistero che, prima dell’intervento di Unicredit, il Tesoro puntasse a creare un terzo polo del credito attorno al Montepaschi privatizzato e al Banco. L’ops ha mandato in stand-by quel progetto che però ora, sostiene qualcuno, potrebbe tornare d’attualità. (riproduzione riservata)