Lo scandalo Signa scuote il vertice di Julius Baer. La banca svizzera, uno dei maggiori creditori del gruppo real estate austriaco finito in insolvenza alla fine del 2023, starebbe valutando la sostituzione di più top manager della prima linea, compreso l’amministratore delegato Philipp Rickenbacher. Una decisione formale – riferisce Bloomberg – non è stata ancora presa ma potrebbe arrivare in tempi molto brevi.
Nei giorni scorsi è emerso che Julius Baer – esposta per 606 milioni di franchi a Signa, ovvero 650 milioni – svaluterà l'esposizione al cliente per un totale di circa 400 milioni di franchi svizzeri (428 milioni di euro). Si tratterà insomma di un taglio sostanziale se si considera che i crediti complessivi dell’istituto svizzero al gruppo real estate fondato da René Benko ammontano a 606 milioni di franchi.
La crisi di Signa è precipitata negli ultimi mesi del 2023. Fondato in Austria nel 2000 da Benko, il gruppo è diventato il maggior proprietario di centri commerciali nell'Europa centrale con oltre 46 mila dipendenti, partecipazioni per 27 miliardi e progetti in fase di sviluppo per 25 miliardi.
L’impetuosa crescita del colosso real estate (che è anche comproprietario del grattacielo Chrysler di New York e dei grandi magazzini Selfridges di Londra) è avvenuta a debito ed è stata sostenuta da alcuni dei principali istituti austriaci e tedeschi. Poi è arrivata la battuta d’arresto. A fine novembre la filiale tedesca Signa Real Estate Management Germany ha presentato istanza ufficiale di fallimento al tribunale distrettuale di Berlino Charlottenburg e altre controllate hanno fatto la stessa fine nelle settimane successive. (riproduzione riservata)