La lunga impasse sulla Consulta sembra avere le ore contate. A poche ore dal dodicesimo voto del Parlamento in seduta comune sui quattro nuovi giudici costituzionali, nel pomeriggio di lunedì 13 gennaio i leader di governo si sono incontrati a Palazzo Chigi per mettere a punto lo schema definitivo che prevede due nomi per la maggioranza, uno per le opposizioni e un tecnico.
Dopo dodici fumate nere e i ripetuti appelli del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e dei presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, le forze politiche presenti avrebbero trovato la sintesi sulla quaterna chiamata a subentrare al presidente ad interim Augusto Barbera (sostituito il 21 dicembre scorso dal reggente Giovanni Amoroso) e ai giudici Silvana Sciarra (ex presidente), Franco Modugno e Giulio Prosperetti.
I nomi in lista, riconducibili alle diverse aree e sensibilità politiche sarebbero quelli di Francesco Saverio Marini (padre della riforma del premierato, indicato alla presidenza in quota FdI), Andrea Di Porto (già avvocato di Fininvest, in quota Fi), Massimo Luciani (espressione delle opposizioni e preferito ad Andrea Pertici, favorito della leader dem Elly Schlein ma inviso al segretario Iv, Matteo Renzi), Gabriella Palmieri Sandulli (tecnico bipartisan).
Fuori dai giochi resterebbero, dunque, gli altri nomi circolati negli ultimi giorni: i «tecnici» Valeria Mastroiacovo, Roberto Garofoli (ex sottosegretario di Mario Draghi a Palazzo Chigi) Lorenza Violini, Giuditta Brunelli, Luisa Corazza e Carmela Camardi; e i forzisti Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, e il senatore azzurro Pierantonio Zanettin, già componente del Csm.
Il voto del Parlamento in seduta comune si terrà martedì 14 gennaio alle 13 alla Camera. In attesa della fumata bianca, la Consulta – oggi ridotta a 11 componenti – ha posticipato di una settimana al 20 gennaio la camera di consiglio per decidere sull’ammissibilità del referendum sull’autonomia differenziata.
A quella data, la Corte Costituzionale potrebbe essere finalmente a ranghi completi, ma non è detto: la partita potrebbe risolversi solo a metà con la nomina dei due giudici espressione di FdI (Marini) e opposizioni (Luciani), mentre il voto sui due mancanti potrebbe slittare a giovedì 16. (riproduzione riservata)