skin track
Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0
Class Leggi dopo

Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0

di Lucia Gabriela Benenati
08 agosto 2025, 02:00

Class

Le nuove tecnologie cambiano il volto degli atenei, integrando la didattica classica con forme di docenza interattive e su misura. Ma la vera sfida per il sistema universitario arriva dalla crescita, in numero e qualità, dei diplomi a distanza

Come può l’IA rendere lo studio più dinamico, coinvolgente e personalizzato? Per esempio mettendo a disposizione degli studenti il gemello digitale di un docente universitario. Come quello sviluppato dall’Università degli studi dell’Insubria e dall’Alma Mater di Bologna: il primo professore avatar 3D riproduce fedelmente Davide Tosi, titolare dell’insegnamento di big data e referente per l’intelligenza artificiale all’Insubria nonché creatore del progetto, che ha preso vita grazie alla collaborazione con il VARLab, il Virtual and Augmented Reality Lab dell’ateneo emiliano guidato da Gustavo Marfia. Un avatar realistico e intelligente, capace di interagire con gli studenti e fornire risposte puntuali sul corso tenuto dal gemello fisico. «È un progetto pilota sperimentale che però dà il via a quello che sarà tra un anno o due anni la realtà di tutti i giorni, non solo nella didattica ma in qualsiasi contesto. Avremo la possibilità di sviluppare il nostro digital twin che sarà un supporto 24/7, una vera e propria estensione delle nostre braccia reali nel mondo virtuale», afferma Tosi.

L’Università di Padova, invece, ha introdotto Lucrez-IA, sistema basato su modelli di IA che aiuta studenti e docenti a generare riassunti, rispondere a domande e preparare esami, facilitando lo studio e la gestione dei contenuti formativi. Esempi che dimostrano come le tecnologie avanzate, intelligenza artificiale in testa, stiano rivoluzionando la didattica, plasmando e rimodellando soprattutto il panorama accademico e spingendolo verso un modello di smart learning più personalizzato, esperienziale e inclusivo.

Tradizionali vs telematiche

L’e-learning, di cui oggi questi esempi sono in fondo un’evoluzione, ha già avuto un impatto significativo sugli atenei, ridefinendo l'accesso all'istruzione e le metodologie didattiche. Negli ultimi dieci anni l’incremento, significativo, degli studenti iscritti alle università italiane è infatti da ascrivere a un’unica componente: le telematiche. «Quasi l’80% della crescita netta complessiva è attribuibile proprio a queste ultime, che hanno vissuto una vera e propria esplosione di iscrizioni: mentre le università tradizionali hanno visto un modesto incremento del 3%, pari a circa 45mila iscritti in più, le telematiche hanno registrato una crescita del 309%, che si traduce in un aumento di circa 168mila iscritti», osserva Pier Giorgio Bianchi, amministratore delegato e co-fondatore di Talents Venture, società di analisi dati su istruzione e mercato del lavoro, il cui Osservatorio ha realizzato in esclusiva per Class i grafici che vedete qui. 

Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0

Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0

I dati mostrano chiaramente che oggi più di uno su dieci degli studenti italiani frequenta questa nuova tipologia di università caratterizzata da un'offerta didattica esclusivamente online, mettendo in discussione uno dei cardini su cui poggia da circa cinquemila anni ogni forma di insegnamento, ovvero la presenza di un maestro e di un allievo nella stessa aula. Quattro gli atenei telematici che hanno trainato la crescita degli iscritti nel decennio 2014/2024, con numeri che evidenziano un’espansione straordinaria. In cima alla classifica l’Università e-Campus di Novedrate, con il maggiore incremento assoluto: circa 48mila iscritti in più rispetto a dieci anni prima, pari a una crescita del 633%. Al secondo posto l’Università Telematica Pegaso di Napoli, che ha visto aumentare i propri studenti di quasi 47mila unità, con un incremento percentuale del 439%. Al terzo posto il caso più eclatante, l’Università Mercatorum di Roma. Partendo da poco più di 200 iscritti nell’anno accademico 2014/2015, ha raggiunto quasi 33mila studenti nel 2023/2024, per un aumento vertiginoso pari al +12.408%. Quarto posto per l’Università San Raffaele di Roma, parte del gruppo Multiversity insieme con Pegaso e Mercatorum, che ha registrato una crescita di oltre 11.000 studenti, pari a un incremento del 792% rispetto a dieci anni prima. «Queste quattro università, da sole, spiegano oltre l’83% dell’incremento degli iscritti delle telematiche nell’ultimo decennio», sottolinea Bianchi. «Ancora più significativo è il fatto che il loro contributo rappresenta circa il 65% dell’intero aumento delle iscrizioni osservato a livello nazionale, confermando il ruolo centrale delle telematiche, e in particolare del gruppo Multiversity, nella trasformazione recente dell’università italiana».

Un vero e proprio cambio di paradigma verso l'istruzione a distanza: le telematiche avanzano perché sono sempre più inclusive e offrono corsi capaci di adeguarsi rapidamente a un mondo del lavoro in continua evoluzione. Inoltre, sono state più veloci delle tradizionali ad adattare la didattica alla società che cambia ed esprimere esigenze plurali, per esempio quella degli studenti lavoratori, o di chi faticherebbe a sostenere i costi di un fuori sede.

Le facoltà più gettonate

Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0

Se le tradizionali proseguono la loro crescita nel gruppo medico-sanitario e farmaceutico, politico-sociale e comunicazione, informatica e tecnologie Ict, le telematiche negli ultimi cinque anni hanno registrato una crescita degli iscritti in tutti i gruppi disciplinari, a conferma di una tendenza trasversale. Sul podio i corsi di ambito psicologico, con un aumento di oltre 14mila studenti (+92%) e quelli di ingegneria industriale e dell’informazione, con poco meno di 11mila unità (+84%). «Ci sono poi cinque ambiti in cui il trend è stato positivo per le telematiche e negativo le tradizionali: economico, giuridico, agrario-forestale e veterinario, architettura e ingegneria civile e linguistico», elenca Bianchi. «Il settore giuridico, in particolar modo, con i suoi circa 9mila iscritti ha quasi compensato la perdita registrata negli atenei presenziali per le stesse classi di laurea. I 4mila studenti online dell’economico hanno compensato la perdita di oltre 3mila iscritti nelle tradizionali». Da segnalare anche il gruppo linguistico «con un incremento di circa 8mila unità, a fronte di una perdita di 16mila studenti nelle tradizionali».

Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0Corsi telematici e hybrid learning, è la laurea 4.0

Hybrid learning

Accelerato dalla pandemia, che ha imposto la didattica a distanza come unica soluzione temporanea, il modello ibrido si è evoluto negli ultimi anni fino a diventare un sistema capace di offrire flessibilità e inclusività negli atenei tradizionali, diventando sempre più popolare grazie alla combinazione di lezioni online e in presenza. «Questo approccio offre il meglio di entrambi i mondi, consentendo interazioni vis-à-vis e l’accesso a risorse digitali. Inoltre, consente di superare barriere geografiche e temporali, facilitando l’accesso all’istruzione superiore a una platea più ampia e diversificata. La sua crescita pone le basi per un futuro in cui l’istruzione sarà sempre più integrata e centrata sulle esigenze reali degli studenti», precisa Bianchi. Le tradizionali più avanti nell’hybrid o blended learning sono principalmente quelle che già vantano una solida infrastruttura tecnologica e una forte vocazione all'innovazione. Fra tutte brilla il Politecnico di Milano, che ha potenziato le sue aule con tecnologie avanzate per la didattica ibrida, offrendo agli studenti flessibilità e accesso a risorse online di alta qualità. Anche l’Alma Mater Studiorum di Bologna, una delle più antiche università al mondo, ha saputo integrare la didattica tradizionale con piattaforme online avanzate, garantendo un'esperienza formativa completa e accessibile ai suoi iscritti. «Nell’anno accademico 23/24, i corsi online offerti dalle università presenziali erano 34 (distribuiti in 19 atenei), a cui se ne sommavano 164 in modalità mista offerti da 42 atenei. Un totale di 198 corsi, più di quelli offerti dalle telematiche che si fermavano a 153, tutti interamente online però», enumera l’a.d. di Talents Venture. Sul podio degli atenei con più corsi in modalità mista o completamente online salgono Foggia (23), Torino (15) e l’Università degli Studi di Milano (12). «Se guardiamo invece solo quelli completamente online, troviamo Palermo (5), Torino (4) e La Sapienza (3)». © riproduzione riservata



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news