Mattinata ad alta tensione politica a Roma, dove l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis ha denunciato un controllo di polizia «preventivo» nella sua stanza d’albergo, avvenuto all’alba di sabato 28 marzo e a poche ore dalla manifestazione «No Kings».
Secondo quanto riferito dalla stessa Salis sui social, due agenti si sarebbero presentati nella sua camera per un controllo durato oltre un’ora. L’europarlamentare ha attaccato duramente il governo guidato da Giorgia Meloni, parlando di «Stato di polizia» e «regime» e collegando l’episodio al decreto sicurezza: «Manifestare è un diritto e non dobbiamo lasciarci intimidire», ha scritto, dando appuntamento alla piazza.
Immediata la reazione dei leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che hanno definito la vicenda «di una gravità inaudita», chiedendo chiarimenti al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «È inaccettabile che una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi», hanno sottolineato.
Dal Viminale, però, arriva una prima ricostruzione diversa. La Questura di Roma ha spiegato che il controllo sarebbe stato «un atto dovuto» scaturito da una segnalazione proveniente da un altro Paese europeo, senza margini di discrezionalità per le autorità italiane. Fonti informate precisano inoltre all’Ansa che la segnalazione non sarebbe legata all’Ungheria né alle vicende giudiziarie pregresse della stessa Salis.
L’episodio ha subito acceso lo scontro politico. Dal Partito democratico, l’ex ministro Andrea Orlando ha chiesto spiegazioni e scuse, parlando di un fatto «da regime» se confermato. Anche il senatore Filippo Sensi, pur prendendo le distanze dalle posizioni politiche di Salis ha definito l’episodio «molto grave», esprimendo solidarietà.