Il ritorno di Trump alla Casa Bianca non porterà a un dietro-front nelle rinnovabili. Ne è convinto Antonio Cammisecra, che da ceo di ContourGlobal sta scommettendo sul green d’oltreoceano. Basti dire che metà della capacità addizionale di circa 5 Gigawatt che la controllata del fondo Kkr conta di raggiungere entro il 2029 sarà concentrata proprio negli Stati Uniti. Un altro passo avanti è stato appena fatto grazie all’alleanza strategica con il gruppo coreano Qcells, che ha ceduto a ContourGlobal un portfolio di impianti fotovoltaici in Colorado e Virginia, con una capacità installata di 446 Mw. Questa transazione, che ha visto in campo gli advisor Crc-Ib per ContourGlobal e Marathon Capital per Qcells, avvicina la società di Kkr al traguardo intermedio di 1,5 Gw (compresi 0,3 Gw di Bess), considerando oltre un Gw di progetti recentemente acquisiti in fase avanzata di sviluppo in South Carolina e Arizona.
«Al di là dei proclami mediatici sulla priorità dei combustibili fossili, non è certo interesse di Trump smantellare il settore delle rinnovabili», spiega Cammisecra a MF-Milano Finanza, «Negli Usa c’è una fortissima filiera industriale e tecnologica che produce componentistica, dai pannelli fotovoltaici alle turbine eoliche, tenendo testa alla Cina. Ostacolarla significherebbe andare contro gli stessi interessi nazionali. Ricordo inoltre, che proprio durante il suo primo mandato le rinnovabili hanno ricevuto impulso da un quadro regolatorio più favorevole agli investimenti».
L’accordo con QCells, oltre ad accelerare l’inizio delle operazioni commerciali previsto per la prima metà di quest’anno, consente a ContourGlobal di ampliare la presenza nei mercati di interconnessione Wecc (Western Electricity Coordinating Council) e Pjm (Pennsylvania-New Jersey-Maryland), garantendo una diversificazione. Nel dettaglio, la prima fase del progetto attualmente in costruzione nel nord del Colorado, è un impianto da 185 Mw, che sarà operativo dalla prima metà del 2025, con un Ppa (Power purchase agreement) della durata di 22 anni. La seconda fase aggiungerà ulteriori 139 Mw entro il 2026. In Virginia, invece, si partirà dalla costruzione di 122 Mw nel 2026, con operatività commerciale prevista nel 2027, beneficiando di un Ppa ventennale con un’utility privata di proprietà di investitori con rating di investimento.La produzione annua stimata dei tre impianti sarà di circa 850 Gw, sufficienti a fornire energia a circa 80mila famiglie.
Qcells sarà responsabile della costruzione dei progetti, che includeranno pannelli solari prodotti dall’azienda presso i suoi stabilimenti di Dalton e Cartersville, in Georgia. La sua capacità produttiva negli Stati Uniti è salita a 5,1 GW, con la previsione di raggiungere gli 8,4 Gw.
Quelli scelti per le operazioni statunitensi sono mercati considerati ad alto potenziale per le rinnovabili, perché la crescente domanda energetica green è favorita dalla progressiva dismissione degli impianti termici. Che poi è la filosofia che guida ContourGlobal nel suo piano di espansione da sei miliardi di dollari.
«Stiamo dismettendo, e dove possibile riconvertendo, gli impianti a carbone», sottolinea Cammisecra, «manterremo solo quelli a gas, in linea con gli standard di sostenibilità. Per il resto, la crescita sarà tutta all’insegna delle rinnovabili. Ai 2,3 Gw di capacità addizionale da aggiungere negli Stati Uniti entro il 2030 se ne aggiungeranno altrettanti in Europa, Italia compresa. All’obiettivo dei 5 Gw contribuirà anche il Cile». Qui, ContourGlobal ha fatto il suo ingresso a fine 2024, acquisendo da Grenergy per circa 900 milioni di dollari un portafoglio di solare fotovoltaico e Bess, con una capacità di generazione combinata di 451 MW e 2,5 GWh di capacità di accumulo che corrispondono a 6,5 ore per usare l’energia solare anche la notte. (riproduzione riservata)