Nonostante le attese del primo taglio dei tassi della Bce, che non si esclude ad aprile, i conti di deposito rilanciano. In questa fase c’è chi ha alzato i rendimenti, in particolare nelle scadenze brevi (fino a due anni), con le offerte più generose che arrivano al 5% annuo lordo. Lo stesso picco di un anno fa quando però l’Italia era reduce da un’inflazione sopra l’8% (8,1% nel 2022), mentre nel 2023 è scesa al 5,7% con dicembre al +0,6%. Allora il Btp a dieci anni rendeva attorno al 4,5%, mentre oggi, avendo iniziato già a prezzare l’inversione della politica monetaria, è al 3,8%, ovvero il 3,3% al netto della tassazione del 12,5%, rispetto al 5% del conto di deposito che sulla base di un’aliquota ben più alta (26%) diventa un netto del 3,7%. D’altra parte c’è anche chi, tra i depositi, ha già iniziato a scontare i previsti tagli. Il tutto mentre i classici conti correnti restano a zero nelle remunerazioni, tranne eccezioni ma si tratta per lo più di promozioni a tempo o con vincoli.
Come emerge dalle rilevazioni di Segugio.it (tabella in pagina) il tasso annuo lordo medio per i conti di deposito vincolati a sei mesi oggi è del 3,53%, rispetto al 2,96% del settembre 2023, alla vigilia dell’ultimo rialzo dei tassi della Bce (il decimo consecutivo). Anche per i vincoli a 12 mesi si registra una crescita (dal 3,4% di settembre al 3,56%). Mentre per le durate superiori c’è un calo (a 18 mesi dal 3,62% al 3,54%), in vista appunto di un taglio della Bce. Per tutte le categorie di deposito analizzate, Segugio.it inoltre segnala un incremento della quota di conti che consentono un deposito svincolabile o libero e un contestuale calo dei depositi non svincolabili. Per i risparmiatori, quindi, c’è maggiore flessibilità nella scelta anche se va detto che sui vincolati si riescono a spuntare tassi più elevati perché a fronte della mancata possibilità di prelevare in qualsiasi momento il risparmiatore riceve un premio più alto. Una simulazione condotta da Facile.it lo dimostra (tabella in pagina). Prendendo come esempio un deposito di 20 mila euro nella scadenza dei 12 mesi, tra i vincolati l’offerta più generosa presente nel portale è quella di Banca Cf+ con il 4,8%, che si traduce in un guadagno netto a scadenza di 670 euro, mentre tra i non vincolati spicca Banca Progetto che sul conto di deposito Progetto dà il 4,25% annuo lordo fino al 30 giugno, per poi scendere al 3,75% fino a fine 2024 il che porta a un guadagno netto di 523,9 euro. Conto Progetto ha questa promozione dallo scorso dicembre per le nuove aperture entro il 31 marzo 2024. Si aggancia all’attuale conto corrente del sottoscrittore e prevede imposta di bollo a suo carico. Si può disinvestire in qualsiasi momento, ricevendo le somme in 32 giorni, durante i quali continueranno a maturare interessi. Fuori promozione dà il 3,50% lordo per gli attuali clienti per tutto il 2024 con imposta di bollo a carico della banca.
Quest’ultima pesa per lo 0,2% annuo sui capitali investiti (oltre al prelievo sui rendimenti che per i conti di deposito, come accennato, presenta una aliquota al 26%). E fa la differenza: ad esempio, come risulta sempre dall’osservatorio di Facile.it, a 18 mesi Id Deposito di Igea Digital Bank paga un tasso del 4% e si fa carico dell’imposta di bollo: su un capitale di 20 mila euro il guadagno netto risulta di 884,7 euro, un importo maggiore di quello di Conto Key Non Svincolabile di Banca Progetto che, nonostante un tasso maggiore (4,25%), paga sulla stessa scadenza un po’ meno (880,2 euro) proprio per il fatto che l’imposta di bollo è a carico del cliente. Key è il conto corrente di Banca Progetto remunerato (il 2,5%) a canone zero che permette di attivare linee di deposito per la liquidità. Il tasso base del 2,5% (per attuali e nuovi clienti) è stato prorogato fino al 31 dicembre 2024, per questo Key è stato inserito nella tabella dei pochi c/c che remunerano la giacenza (si veda tabella), ma anche in quella dei conti di deposito perché ci si può abbinare un vincolo su tutte le scadenze: dai sei mesi (tasso del 3,75%) ai 60 mesi (4,75%) a differenza di Conto Progetto che è un conto di deposito puro ma limita la sua proposta di tasso al 31 dicembre 2024. Tra gli altri conti correnti remunerati figurano Conto Mediolanum e Selfy Conto di Banca Mediolanum: in questo caso il tasso del 5% annuo lordo vale sulla parte della liquidità vincolata a sei mesi. Stesso meccanismo in Widiba il cui conto corrente Widiba Start paga il tasso annuo lordo del 4% sui depositi vincolati a 3, 6, 12 mesi e per il Credem Conto Deposito che dà il 4% lordo a 12 mesi per chi conferisce nuova liquidità con la necessità di aprire un conto corrente presso il gruppo. C’è poi il caso di Bbva che dà sul saldo al 4% ma fino a gennaio 2025 e non prevede vincoli a differenza dei precedenti. Non li hanno nemmeno il conto corrente Web di Fundtsore (Banca Ifigest) la cui remunerazione è agganciata all’Euribor a tre mesi meno lo 0,6% (e oggi pari al 3,36% annuo), Contro Corrente di Ibl Banca, che riconosce il 3,50% lordo per sei mesi fino a 30 mila euro (il tasso diventa del 3% sulla liquidità tra 30 mila e 100 mila euro e del 2% oltre 100 mila), e il conto corrente Premium di Illimity (2,50% fino a fine 2024). Inoltre questi ultimi due offrono anche la possibilità di attivare depositi vincolati, per questo sono stati compresi anche nella tabella dei conti di deposito.
Come emerge dalla tabella sui tassi annui lordi delle varie scadenze, raccolti e analizzati regolarmente da MF-Milano Finanza, oggi l’offerta più generosa arriva al 5% annuo lordo ed è quella lanciata nella scadenza dei due anni da Banca Ifis sul conto Rendimax vincolato (con interessi liquidati trimestralmente). Il gruppo è tra quelli che nelle ultime settimane ha alzato i tassi, intervenendo sulla durate brevi (sei e nove mesi) e medie, appunto fino a due anni. Anche Banca Cf+ ha appena aumentato il tasso sui 12 mesi: dal 4,5 al 4,8% il più alto sul mercato in questa scadenza. Il cfo di Banca Ifis, Roberto Ferrari, spiega: «Il nostro obiettivo è diversificare le fonti di raccolta, sviluppando quella retail. Abbiamo alzato i tassi sulle scadenze brevi perché dalle nostre indagini abbiamo rilevato che in questo contesto di incertezza la clientela ha maggiore interesse su vincoli fino a due anni». Conviene approfittare di queste offerte? «L’impressione è che i tassi siano arrivati al capolinea sia per la Fed che per la Bce, adesso la questione è individuare il timing della riduzione, quindi questo potrebbe essere il momento più interessante per approfittare di tali rendimenti», aggiunge Ferrari. Tanto più che alcune banche hanno già iniziato a ridurre i tassi. Ad esempio Banca Aidexa che fino a metà gennaio proponeva un tasso lordo del 5% su tutte le scadenze dai 3 ai 36 mesi ora ha il 4% a tre mesi, il 4,75% a sei e 12 mesi, il 4% a 18 e 24 mesi e il 4,5% a 36 mesi. Invece Banca Private Leasing (Bpl) ha appena annunciato l’aumento dal 3% al 4,25% del tasso per i vincoli a sei mesi confermando il 4,4% a un anno e a 18 mesi, e il 4,5% a 24 e i 36 mesi. «Il mercato dei conti deposito da oltre un anno è tornato al centro dell’interesse dei risparmiatori. In particolare, da quando i tassi hanno superato la soglia del 4%, percepita come uno spartiacque tra un buon rendimento e un ottimo rendimento, preferibile per molti versi a quello di un Btp. Approssimandoci al picco di rialzi dei tassi da parte delle banche centrali, a fine 2023 si è osservato un aumento nella durata media dei vincoli tra i clienti di Bpl, da 17 a 23 mesi rispetto al 2022, e una maggiore preferenza per le forme vincolate». conclude Luca Ascari, responsabile canali digitali di Bpl. A tal proposito occorre fare attenzione alla solidità della banca perché se da una parte fino a 100 mila euro i capitali sono garantiti in caso di fallimento, d’altra parte anche senza questo caso estremo il vincolo impone la restituzione dei capitali solo a scadenza. Come insegna il caso Smart Bank, che la Banca d’Italia a fine 2023 ha messo in amministrazione straordinaria. La banca resta operativa ma chi ha i soldi vincolati non può ritirarli prima della fine del periodo pattuito. Peraltro Smart Bank nel corso del 2023 aveva lanciato offerte aggressive con tassi fino all’8,25% a 60 mesi, una proposta scaduta il 17 gennaio scorso. (riproduzione riservata)