Conti correnti senza saldi. Da inizio anno la spesa media è aumentata fino al 3,8%, dopo il +5% del 2023. Emerge dalle rilevazioni condotte da MF-Milano Finanza su un panel di 19 tra le principali banche tradizionali e online attive in Italia, comprese le estere e il Banco Posta. La fotografia dei costi scattata in questo inizio giugno è stata messa a confronto con i dati rilevati a gennaio scorso e settembre 2023 dello stesso campione. Considerando il profilo famiglie con operatività media (228 operazioni l’anno) l’Indicatore dei costi complessivi (Icc) per operatività prevalente allo sportello a gennaio era in media di 141,9 euro, oggi è salito a 147,4 euro, un rialzo appunto del 3,8%. Nel caso di utilizzo on-line l’Icc è passato da 93,2 a 96,4 euro, con un aumento del 3,4%. Rincari ancora più elevati emergono per i giovani anche a causa della scomparsa di alcune offerte promozionali in passato lanciate da alcuni gruppi: in questo caso l’Icc per operatività in filiale è salito da 76,1 a 95,7 euro e quello per utilizzo tramite i canali web da 47,8 a 62,7 euro.
Questi dati confermano una tendenza documentata dall’indagine annuale sui costi dei conti correnti condotta dalla Banca d’Italia che raccoglie informazioni sulle spese effettivamente sostenute dalle famiglie e documentate negli estratti conto di fine anno (si vedano tabelle). Dall’ultima rilevazione, realizzata nel 2023 e pubblicata lo scorso gennaio, risulta che nel 2022 la spesa per la gestione di un conto corrente è cresciuta di 9,3 euro rispetto al 2021, raggiungendo 104 euro, con il contributo maggiore del rialzo dovuto ai canoni fissi. Si tratta del settimo aumento consecutivo della spesa. La crescita per i conti correnti online è stata meno pronunciata e pari a 0,7 euro, a 33,7 euro, quella dei conti postali è passata da 58,0 a 59,6 euro. Banca d’Italia ha analizzato anche l’andamento dei costi e dei tassi per chi va in rosso sul conto: la commissione per la messa a disposizione dei fondi (Mdf) applicata nei contratti di apertura di credito in conto corrente è rimasta invariata e pari all’1,7% del credito accordato, la commissione unitaria di istruttoria veloce (Civ), applicata sugli sconfinamenti e sugli scoperti di conto corrente, è lievemente diminuita da 16,9 a 16,4 euro.
Intanto la remunerazione dei conti correnti continua a rimanere molto bassa, ad aprile era lo 0,59% medio secondo gli ultimi dati Abi, tranne casi isolati (si veda box), in leggero aumento rispetto allo 0,57% di marzo: era lo 0,02% prima dell’avvio dalla fase di rialzo dei tassi da parte della Bce nel luglio 2022 che li ha portati fino al 4,5% (tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale). E l’avvio del ciclo di allentamento monetario della Bce (il primo ribasso dal 2019 del costo del denaro è stato annunciato giovedì 6 giugno, con un taglio dello 0,25% dei tre tassi di riferimento) riduce le speranze che le remunerazioni possano salire ancora. D’altra parte le banche devono difendere i bilanci, sotto pressione sia per il calo delle commissioni del risparmio gestito, a causa dell’andamento ancora debole della raccolta fondi, sia in prospettiva per un ulteriore calo dei tassi. Dunque, senza remunerazione, i correntisti non riescono a compensare o per lo meno a coprire parzialmente le spese.
Per confrontare le varie offerte MF-Milano Finanza ha raccolto gli Icc (che gli istituti devono calcolare secondo le regole della Banca di Italia) per il profilo famiglie operatività media, ovvero 224 operazioni l’anno, e il profilo giovani e la loro evoluzione nell’ultimo anno (tabella in pagina). Per mostrare il costo indicativo annuo del conto corrente e offrire un mezzo di paragone la Banca d'Italia obbliga dal 2009 le banche a calcolare un dato unico, che fino a fine 2019 si chiamava Indicatore sintetico di costo (Isc) e poi ha preso il nome come si accennava di Indicatore dei costi complessivi. Come per l'elaborazione dell'Isc, anche il valore dell'Icc è ottenuto sommando i costi annuali del conto modellati su sei profili tipo di utilizzo (sia online sia in filiale) per i conti a pacchetto e su un solo profilo per i conti a consumo. I sei profili sono: giovani (164 operazioni all’anno), famiglie con bassa operatività (201 operazioni), media operatività (228 operazioni), elevata operatività (253 operazioni), pensionati con bassa operatività (124 operazioni) e media operatività (189 operazioni). L’Icc non comprende l’imposta di bollo di 34,2 euro l’anno sulle giacenze sopra i 5 mila euro e gli eventuali interessi attivi e passivi, ma include nuove spese in passato non considerate nell’Isc (come le commissioni di emissione delle carte). L’indicatore è riportato nel documento informativo sulle spese del conto che le banche devono mettere a disposizione nei propri siti e anche negli estratti conto annuali. Poiché l'Icc esprime un costo indicativo è necessario che il correntista, leggendo il riepilogo inviato dalla banca a fine anno, confronti le spese concretamente sostenute con l'Icc di riferimento per capire se, con la portabilità, non convenga cambiare banca e solitamente tra i conti online si può risparmiare.
Scendendo nel dettaglio delle singole banche, per il profilo famiglie operatività media in filiale Ibl Banca ha visto l’Icc del conto Controcorrente salire da 90,65 euro di inizio anno a 110,65 euro. Ma la banca ha alcune promozioni per chi apre il conto entro il 19 giugno che prevedono oltre a un tasso promozionale lordo fino al 3,1% (si veda box), il canone gratuito per sei mesi, poi comunque scontabile fino a zero per il pacchetto Semplice. Il Premier di Mediobanca Premier (la ex Chebanca) ha un Icc (sia online sia filiale) di 144,36 euro e ha preso il posto del Digital che fino alla rilevazione dello scorso settembre era il conto di riferimento. A gennaio 2024 il Premier aveva un Icc di 108,36 euro. Anche in questo caso Mediobanca propone uno sconto temporaneo: per aperture entro il 31 dicembre il canone mensile è azzerato per i primi tre mesi (altrimenti 10 euro al mese) ma è sempre possibile scontarlo o azzerarlo al verificarsi di alcuni eventi: ad esempio l’accredito dello stipendio o della pensione o almeno un bonifico di mille euro al mese comportano una riduzione del canone di 2 euro, se si ha meno di 30 anni lo sconto è di 4 euro.
Diverso il caso di Intesa Sanpaolo che ha creato la banca digitale Isybank per i correntisti più avvezzi ai canali online. Il conto di riferimento di Intesa Sanpaolo è Xme che ha un Icc per l’uso in filiale del profilo famiglie invariato a 215,8 euro e per l’online di 201,8 euro. Per chi aprone online il c/c entro il 30 giugno il canone mensile di 8,5 euro diventa di 5 euro e la carta di debito passa da 1,5 a 0,5 euro al mese. Gli Icc indicati incorporano lo sconto di 3 euro sul canone mensile in caso di accredito di stipendio o pensione per aperture sempre entro fine mese. (riproduzione riservata)