Rafforzare e accelerare il riposizionamento di Consip come centrale di acquisto nazionale: moderna, digitale e innovativa in grado di far incontrare – per conto del Mef – domanda pubblica e offerta delle imprese. Questo l’obiettivo del nuovo piano industriale 2026-2029 approvato dal consiglio di amministrazione della società, presieduta da Stefano Tomasini e guidata da Marco Reggiani.
Il piano prevede nel quadriennio un volume di acquisti di beni, servizi e lavori superiore a 165 miliardi di euro, per oltre 3,8 milioni di contratti, da mettere a disposizione di 14 mila Pa e 350 mila imprese (il 95% pmi). Vengono previste gare e lotti più mirati con focalizzazione sulla qualità della spesa pubblica, innovazione e nuovi ambiti di presidio merceologico, con un aumento del 23% gare in pubblicazione nel 2026 e almeno il 70% dei bandi con criteri innovativi.
Il Piano valorizza la capacità delle Persone di Consip di trasformare le idee in progetti e - per la prima volta - le proposte emerse nel Market Day in una logica di servizio alle amministrazioni pubbliche e di apertura al mercato delle imprese. Sono state così confermate le 4 leve strategiche e individuati 40 cantieri di lavoro che incrementano del 100% il precedente Piano di lavoro.
È inoltre indicato un aumento del 33% dei nuovi bandi Sdapa, processi semplificati per i micro-affidamenti (spesa pubblica pari a circa 5 miliardi) e l’integrazione dell’AI agentica. La sfida del Piano è abilitare Consip a raddoppiare entro il 2030 la spesa annua intermediata su contratti e mercati digitali, passando da un sesto a un terzo dei 185 miliardi di euro di spesa pubblica di riferimento.
«Attraverso le nostre Persone e l'adozione di nuove Tecnologie, vogliamo contribuire a creare fiducia negli acquisti pubblici e, concretamente, all’efficienza e qualità della spesa», ha commentato Reggiani. (riproduzione riservata)