Il ceo di Unicredit Andrea Orcel difende la scelta di scalare Commerzbank ma pone del paletti: solo a certe condizioni il deal potrà andare avanti. «Credo che l'operazione Commerzbank sia eccellente per la Germania, per entrambe le banche perché sono complementari, per gli azionisti ma anche per i clienti», ha dichiarato martedì 21 il banchiere, parlando a Bloomberg Tv a margine dei lavori del World Economic Forum a Davos.
Orcel ha spiegato di essere rimasto sorpreso dall'opposizione che l'operazione ha incontrato in Germania dopo che inizialmente c'erano state interlocuzioni sia con la banca tedesca che con il governo per acquistare la quota statale nell'istituto. «Ora non capisco bene quale sia esattamente il punto del dibattito», ha precisato.
Il ceo di Unicredit ha aggiunto che al momento la scalata è in una fase di stallo in attesa delle elezioni tedesche. «Spero di poter avere dopo le elezioni la possibilità di avere un'interazione». Al tempo stesso Unicredit potrebbe recedere dall'operazione se non ne vedesse il valore: «le fusioni e acquisizioni aggiungono valore se vengono effettuate alle giuste condizioni, al momento giusto e nel modo giusto. Altrimenti meglio stare alla larga».
Se Orcel è cauto, gli analisti di Mediobanca difendono la possibile integrazione tra Unicredit e Commerzbank. Il deal per Piazzetta Cuccia rappresenta «un crocevia cruciale per il consolidamento europeo e la conversione verso una vera Unione bancaria, un pilastro fondamentale della competitività europea secondo la relazione del presidente Draghi». Il report ricorda che «le regole concordate in Europa non danno ai governi alcun veto sulle fusioni e acquisizioni bancarie. Inoltre la Bce garantisce - sottolinea Mediobanca - la stabilità finanziaria, la vigilanza nazionale garantisce la correttezza delle procedure, l’Antitrust (europeo e nazionale) garantisce la concorrenza e le assemblee generali delle società coinvolte garantiscono i diritti degli azionisti».
Nell’intervista comunque, Orcel si è detto ottimista sulla possibilità che alla fine del 2025 Unicredit sia più grande del 50% grazie a operazioni di m&a. Alla domanda se sia più fiducioso di crescere tramite l'acquisizione di Commerzbank o Banco Bpm, il ceo ha risposto però «non lo so, vedremo».
Il banchiere romano resta convinto di poter convincere il governo italiano riguardo all'offerta in azioni per Banco Bpm. Il cosiddetto golden power, ha spiegato, rappresenta «un'opportunità per sedersi al tavolo ed è anche un'occasione per evidenziare tutti gli elementi dell'operazione». Orcel si è detto ottimista riguardo alla «possibilità di trovare una soluzione che soddisfi tutti gli investitori di Banco Bpm, ma al momento è prematuro fare previsioni».
E ancora: «quello che stiamo cercando di fare è connettere opportunità con interessi. Sono stato criticato per tre anni perché non guardavamo all'm&a ma pensavo fermamente che prima era importante liberare il potenziale che avevamo nel gruppo. Ora se guardiamo a mercati chiave dove rafforzarci e fare la differenza allora guardiamo a Germania, Italia e anche Polonia e il caso ha voluto che si siano aperte delle opportunità in questi mercati. Usciamo da tre anni di forte trasformazione e siamo pronti ad altri tre anni di successi - ha aggiunto - abbiamo un team capace di gestire integrazioni importanti e di andare avanti con queste acquisizioni. Poi se non si riuscirà bene ma bisogna provarci». (riproduzione riservata)