Mentre Deutsche Bank torna a studiare il dosser Commerzbank, i sindacati della seconda banca tedesca alzano nuovamente le barricate contro Unicredit. «Il 21 settembre Andrea Orcel (l’amministratore delegato di Unicredit ndr) ha detto che tutte le fusioni che l’istituto ha fatto fino ad adesso saranno il modello che applicheranno anche nelle altre fusioni. Nella banca bavarese Hvb (HypoVereinsbank, acquistata dal gruppo italiano con un opa nel 2005, ndr) sono stati cancellati tantissimi posti», tuona il segretario del sindacato bancario tedesco Verdi Frederik Werning, ospite della trasmissione Omnibus su La7. Werning, secondo il modello della cogestione, siede nel supervisory board di Commerzbank.
«Per noi – aggiunge il sindacalista di Francoforte - è veramente uno scenario tremendo e quindi temiamo che se ci saranno un takeover e una grande riduzione dei posti di lavoro, per questo noi siamo contrari alla fusione tra Commerzbank e Unicredit».
Secondo Werning la scalata della banca italiana sta avvenendo in maniera «poco simpatica e piuttosto ostile» e rimprovera ad Orcel un’incoerenza fra quanto fatto sapere prima al mercato in caso di contrarietà del governo federale di Berlino all’operazione e le mosse successive sul capitale dell’istituto teutonico (in attesa dell’autorizzazione della Bce, Unicredit si è assicurata in modo potenziale il 21%).
«Così non si può fare un'acquisizione - accusa Werning - si può fare solo se c’è solo se c'è un colloquio dopodiché si può decidere. Anche in Commerzbank in passato c’è stata una grande ristrutturazione però sempre seguendo la via della cogestione, quindi coinvolgendo anche i dipendenti, e per questo spingiamo per essere autonomi, perché ci siamo ben preparati per gli obiettivi da raggiungere nel 2027». (riproduzione riservata)