Citi accende i riflettori su Fineco in attesa del bilancio 2022 che sarà comunicato al mercato martedì 7 febbraio. «Da qui ai prossimi 30 giorni apriamo una finestra di osservazione su Fineco poiché ci aspettiamo che il gruppo comunichi prospettive migliori del previsto per il 2023 grazie a tassi di interesse più elevati, e anche allo slancio positivo nei flussi dopo che i dati di dicembre sono stati forti e per lo più in arrivo da Fam (la fabbrica irlandese del gruppo, ndr) che è una società chiave sia in termini di risultati commerciali che di strategia di gestione e margine. Abbiamo stime di circa il 6% superiori rispetto al consenso e incorporiamo ipotesi prudenti sulla crescita e altri oneri». L’investment bank conferma il giudizio buy con target price di 16,5 euro sul titolo del gruppo guidato dall’ad e dg Alessandro Foti.
«Abbiamo un rating buy su Fineco perché riteniamo che l'azienda abbia un modello di business unico e si trovi al centro di due tendenze strutturali: digitalizzazione e crescente bisogno di consulenza. Ci piace Fineco perché ha un'attività redditizia, con ricavi resilienti, dna digitale ed efficienza, opportunità di crescita nel Regno Unito e dividendi/rendimento del capitale. Fineco offre servizi bancari, di intermediazione e di investimento alla clientela retail, tutti accessibili attraverso un conto corrente digitale, e la rete di consulenti del gruppo è completamente integrata con l'offerta digitale», aggiunge Citi.
La banca d’affari si sofferma anche sui rischi per il target price: «tra i principali includiamo la pressione sull’utile netto da interessi derivante dalla ricostituzione del portafoglio obbligazionario, dalla crescita inferiore alle attese della base clienti in Italia e nel Regno Unito che incidono sui ricavi e sulla redditività degli investimenti», afferma Citi. Che stima sul 2022 un utile netto di 390 milioni di euro, in rialzo rispetto ai 325 milioni di euro del 2021