«Non c’è alcun motivo per cui le banche centrali debbano essere gli unici attori a non tenere il passo con la trasformazione digitale. Dovrebbero anzi essere in prima linea, agendo da àncora di stabilità». Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce, ha mandato questo messaggio venerdì 9 febbraio al convegno Assiom Forex a Genova. In particolare, ha osservato, «ci troviamo ora alle soglie di un altro cambiamento significativo: l’avvento della tokenizzazione. Secondo gli operatori di mercato la rappresentazione digitale di attività finanziarie o reali su piattaforme a registri distribuiti, ovvero le cosiddette Dlt, ha grandi potenzialità. Una tale trasformazione potrebbe ridefinire le strutture attuali dell’intermediazione finanziaria e del regolamento all’ingrosso».
Tuttavia, ha aggiunto, affinché la moneta di banca centrale possa continuare a svolgere il suo ruolo di stabilizzazione, «è necessario individuare soluzioni tecnologiche che ne consentano l’utilizzo anche per il regolamento delle transazioni operate sulle nuove piattaforme Dlt».
La tecnologia basata sulla Dlt è considerata promettente perché potrebbe accrescere l’efficienza delle operazioni per alcuni degli impieghi tradizionali e consentire nuovi casi d’uso. Secondo Cipollone «le banche centrali devono essere pronte a una possibile ampia adozione delle nuove tecnologie e stare al passo con la loro evoluzione, come hanno fatto in passato».
Secondo l’analisi della Bce l’applicazione della tecnologia di registro distribuito alle operazioni finanziarie all’ingrosso è ancora in fase esplorativa. Attualmente solo il 22% circa delle banche europee la utilizza e un altro 22% la sta collaudando o sperimentando. Tuttavia, la maggior parte degli operatori coinvolti nell’indagine dell’Eurosistema si attende un ricorso significativo alla Dlt per i pagamenti all’ingrosso e il regolamento in titoli nei prossimi cinque-dieci anni.
L’utilizzo della Dlt, ha osservato Cipollone, può aumentare l’efficienza consentendo agli operatori di gestire le tre fasi fondamentali di una transazione, ossia negoziazione, regolamento e custodia, nello stesso registro distribuito. Tra i benefici gli operatori indicano un minore rischio di credito e un numero inferiore di operazioni non riuscite. Inoltre la Dlt può operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, caratteristica che risolverebbe la questione della frammentazione dei mercati internazionali dovuta ai diversi fusi orari. L’uso di smart contract può contribuire a semplificare il processo di verifica ed esecuzione delle operazioni. Infine la Dlt apre la strada a nuove applicazioni, come nuove modalità di raccogliere capitale e negoziare strumenti finanziari.
«Le banche centrali non possono rimanere inerti, perché un’eventuale adozione su larga scala di tali innovazioni potrebbe compromettere il ruolo di àncora del sistema a garanzia dell’efficienza e della stabilità del sistema dei pagamenti», ha detto Cipollone. Inoltre «nella misura in cui comportino una proliferazione di sistemi di regolamento decentralizzati basati sulla moneta privata, compresi stablecoin e depositi tokenizzati, tali applicazioni potrebbero determinare una nuova frammentazione dei pagamenti all’ingrosso».
Le opzioni individuate dall’Eurosistema per le infrastrutture di regolamento in moneta di banca centrale basate sulla Dlt sono due. La prima riguarda soluzioni che prevedono l’uso di un registro unificato (ossia “unified ledger”). La seconda opzione è rappresentata da soluzioni di interoperabilità. «È probabile che queste si possano sviluppare in tempi più rapidi e a costi minori senza che si debba interrompere lo studio delle soluzioni a registro unificato», ha detto Cipollone. L’Eurosistema sta facendo la sua parte ma secondo il membro del board Bce «spetta al mercato dimostrare il valore aggiunto delle infrastrutture Dlt per gli impieghi all’ingrosso, nonché stabilire e attuare gli standard necessari». (riproduzione riservata)