Borse asiatiche volatili, mercoledì 11 dicembre, mentre la Cina avvia la tanto attesa Central Economic Work Conference annuale a porte chiuse, dove il presidente Xi Jinping definirà gli obiettivi economici e i piani di stimolo per il 2025. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei è sopra la parità, l’Hang Seng cede lo 0,5%, Shanghai sale dello 0,3%. Bene oro e petrolio, il metallo giallo guadagna lo 0,5% a 2.731 dollari l’oncia, il petrolio americano Wti lo 0,7% a 69,09 dollari il barile. I mercati vendono il T bond decennale, il sui rendimento passa dal 4,22% di inizio sessione asiatica al 4,242%, con i futures sul Nasdaq positivi per lo 0,15%.
All'inizio di questa settimana, il Politburo cinese si è impegnato ad adottare una posizione «moderatamente accomodante» sulla politica monetaria e un approccio «più proattivo» verso lo stimolo fiscale il prossimo anno, un cambio di passo importante rispetto alle parole di cautela che hanno caratterizzato l'ultimo decennio. Questi sviluppi hanno luogo mentre la Cina affronta continue sfide economiche, preparandosi anche al potenziale impatto dei dazi con la seconda presidenza Trump in arrivo a gennaio.
L'indice del dollaro è rimasto stabile intorno a 106,3 mercoledì, dopo tre giorni consecutivi di guadagni, mentre gli investitori si preparano a leggere gli ultimi dati in arrivo sull'inflazione statunitense che potrebbe avere un impatto significativo sulla politica della Federal Reserve la prossima settimana. Una lettura dell'inflazione più forte del previsto potrebbe ritardare i piani della Feddi ridurre i costi del prestito, sostenendo così il dollaro. In ogni caso, i mercati stanno attualmente scontando una probabilità dell'86% di un taglio dei tassi di 25 punti base da parte della Fed entro la fine del mese, sebbene le prospettive per il 2025 rimangano incerte.
I mercati osservano poi con attenzione le decisioni sui tassi di interesse da parte della Banca del Canada e della Banca centrale europea questa settimana, entrambe dovrebbero attuare ulteriori tagli. Inoltre, gli investitori stanno tenendo d'occhio gli sviluppi della Central Economic Work Conference cinese, soprattutto dopo che Pechino ha recentemente promesso un ulteriore sostegno monetario.
L'indice sul sondaggio aziendale giapponese relativo alle grandi aziende manifatturiere è salito al 6,3% nel quarto trimestre del 2024, rispetto al 4,5% del terzo trimestre, segnando il livello più alto dal quarto trimestre del 2021. Questo cambiamento positivo nel sentiment porta i mercati ad attendersi una politica monetaria restrittiva della Banca del Giappone prima del meeting di dicembre.
Il presidente eletto Donald Trump ha scelto Andrew Ferguson come presidente della Federal Trade Commission degli Stati Uniti, un ruolo molto delicato, perché si occupa di relazioni economiche con la Cina. Ferguson, repubblicano e attuale commissario della FTC, è un esponente critico nei delle Big Tech. Nel frattempo, la Cina si sta preparando per una potenziale guerra commerciale con gli Stati Uniti, secondo fonti di Bloomberg. (riproduzione riservata)