Neanche due giorni dopo il vertice a San Francisco fra i presidenti Xi Jinping e Joe Biden per riallacciare un legame molto teso nel corso dell’ultimo anno, Alibaba, il colosso cinese dell’ecommerce, inciampa sul delicato capitolo della tecnologia AI e della sicurezza cui gli Usa sono molto sensibili. Il titolo ha perso il 10% a 73,15 dollari di Hong Kong venerdì 17 novembre, il massimo giornaliero secondo le regole locali, ed è stato sospeso (poi riammesso alle contrattazioni segnando un -9,7%). Intanto l’Hang Seng accusa il colpo e perde il 2,1%. Un venerdì 17 novembre nero per Hong Hong. Nel frattempo, alle ore 7:30 italiane, Shanghai viaggia debole, il Nikkei, invece, sale dello 0,5% mentre i futures sul Nasdaq sono sotto la parità.
Le azioni di Alibaba sono crollate dopo che il colosso dell’ecommerce ha annunciato di aver annullato i piani per lo spin-off della sua unità di cloud computing e ha sospeso anche il progetto per quotare la catena di alimentari.
Le azioni quotate a Hong Kong del conglomerato di e-commerce sono scese fino al 10,1% venerdì dopo che il gruppo ha annunciato le mosse insieme ai deludenti utili del terzo trimestre.
Il gruppo aveva annunciato per la prima volta l’intenzione di dividersi in sei unità a marzo, alimentando le speranze in un’ondata di quotazioni che avrebbero sbloccato il valore per gli azionisti e stimolato la crescita del gruppo e del listino di Hong Kong. Alibaba ha citato le «incertezze» legate ai controlli statunitensi sulle esportazioni di chip legati all’intelligenza artificiale nell’annullare lo spin-off dell’unità cloud, mentre la spinta a quotare il business dei supermercati è stata sospesa per consentirle di «valutare le condizioni di mercato». L’Hang Seng ha perso quasi il 12% quest’anno.
Venerdì i futures del greggio Wti si sono stabilizzati intorno ai 73 dollari al barile, destinati a un quarto calo settimanale consecutivo (-18% nell’ultimo mese) dal momento che stoccaggi robusti e prospettive incerte sul fronte della domanda hanno pesato sull’andamento delle quotazioni.
Giovedì i prezzi del petrolio sono scesi di quasi il 5% portandosi ai minimi da oltre quattro mesi mentre gli ultimi dati indicano grandi aumenti delle scorte di greggio statunitensi. Gli analisti suggeriscono poi che il forte calo è probabilmente amplificato dalle vendite allo scoperto. Questa settimana l’IEA ha detto che il mercato non sarà così ristretto come previsto in precedenza nel quarto trimestre, a fronte di una produzione robusta.
Il calo poi dei timori che il conflitto Israele-Hamas possa interrompere le forniture di petrolio dal Medio Oriente ha pesato sui prezzi nonostante l’indicazione dei Paesi membri dell’Opec+ di estendere i tagli volontari fino alla fine dell’anno. (riproduzione riservata)