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Cina: un mercato su scala globale, che attira imprese da tutto il mondo
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Cina: un mercato su scala globale, che attira imprese da tutto il mondo

27 febbraio 2026, 15:47

Con oltre 1,4 miliardi di consumatori e più di 190 milioni di imprese, la Cina è il secondo mercato di consumo al mondo e il primo per scambi di merci. Nel 2025 il Pil ha superato per la prima volta i 140mila miliardi di yuan (circa 20 mila miliardi di dollari)

All'avvicinarsi delle “Due Sessioni” del 2026, un nuovo termine domina il dibattito: “Condividere il Grande Mercato”. Dietro questa espressione si cela un fenomeno economico di portata globale, che vede la Cina aprirsi sempre più alle imprese e ai prodotti stranieri.

C'è un'immagine che racconta meglio di tanti dati la nuova fase dell'economia cinese. Nel febbraio, a Beijing, prodotti provenienti da ogni angolo del pianeta sono stati protagonisti del primo evento del 2026 di “Condividere il Grande Mercato  Esportare in Cina”. Prodotti di qualità da tutto il mondo si sono presentati sullo stesso palco, non solo offrendo ai consumatori cinesi uno spettacolo per gli occhi, ma trasmettendo anche un segnale chiaro al mondo: il grande mercato cinese non è più solo una promessa, ma una concreta opportunità condivisa a livello globale.

Parallelamente, un altro fenomeno attira l'attenzione degli analisti. A Taicang, nella provincia dello Jiangsu, conosciuta come la "città delle aziende tedesche", un numero crescente di imprese tedesche sceglie di aumentare i propri investimenti a Taicang e di radicarsi ulteriormente in Cina. Nel centralissimo distretto degli affari di Beijing, il CBD, decine di multinazionali stanno ridisegnando le loro strategie per il nuovo anno. Investimenti che si intensificano, merci che accelerano il loro ingresso: il mondo degli affari, quasi all'unisono, sceglie di “guardare a Est”.

In un'epoca segnata da tentazioni protezionistiche e spinte unilaterali, come fa il mercato cinese ad esercitare una così forte attrazione?

La Cina si conferma il secondo importatore mondiale

La risposta, per molti, sta nei numeri. Con oltre 1,4 miliardi di consumatori e più di 190 milioni di imprese, la Cina è il secondo mercato di consumo al mondo e il primo per scambi di merci. Nel 2025, il Pil ha superato per la prima volta i 140mila miliardi di yuan (circa 20 mila miliardi di dollari), le vendite al dettaglio hanno oltrepassato i 50mila miliardi e il volume delle importazioni ha raggiunto i 18.480 miliardi di yuan. Per il diciassettesimo anno consecutivo, la Cina si conferma il secondo importatore mondiale.

Nel 2025, la Gigafactory di Tesla a Shanghai ha consegnato complessivamente 851.000 veicoli, un record storico. Attraverso la Condivisione del Grande Mercato, l’azienda può raggiungere i consumatori cinesi in modo più diretto ed efficiente, soddisfacendo la loro domanda di mobilità intelligente ed elettrica di alta qualità. Casi concreti come questo confermano un fatto: "la Cina compra cosa, il mondo vende cosa" è diventata una nuova e irreversibile tendenza del commercio globale.

Apertura e fiducia: le leve del cambiamento

Il fascino del mercato non risiede solo nella sua vastità, ma anche nella sua apertura. Di fronte alle voci di "disconnessione e rottura delle catene", la Cina ha scelto di rispondere con un'apertura verso l'esterno di livello superiore. Il livello medio dei dazi doganali è ora sceso al 7,3%, uno dei più bassi a livello globale. E dal 2026, per 935 prodotti, verranno applicate aliquote provvisorie ancora inferiori a quelle della nazione più favorita.

A questo si aggiunge un impegno sistematico per migliorare l'ambiente imprenditoriale. Nelle recenti sessioni delle assemblee popolari e conferenze consultive politiche locali, “ottimizzare il contesto per le imprese” è stata una parola d'ordine ricorrente. Le varie località stanno intensificando gli sforzi per creare un governo proattivo, mantenere un ambiente di mercato concorrenziale, migliorare il sistema di leggi e regolamenti per l'ambiente imprenditoriale e accelerare l'apertura istituzionale, con l'obiettivo di creare un ambiente imprenditoriale di prim'ordine, orientato al mercato, basato sullo stato di diritto e internazionalizzato. Esemplare, in questo senso, la decisione di tre province e una municipalità del Delta dello Yangtze di adottare un regolamento unificato per la supervisione del mercato, portando da 19 a 26 le norme comuni. Questa iniziativa è un microcosmo degli sforzi delle varie regioni per integrarsi e servire la costruzione di un mercato nazionale unificato.

Ottimizzare l'ambiente imprenditoriale è un processo continuo, senza fine. Dalle garanzie legali, all'implementazione di politiche, fino al miglioramento dei servizi, le varie località cinesi procedono senza sosta, consolidando il "solido supporto" per la condivisione del grande mercato con la "forza morbida" di un ambiente imprenditoriale di qualità.

Oltre i consumi: l'innovazione come nuova frontiera

È importante notare che le imprese straniere che aumentano i loro investimenti in Cina non guardano più solo al mercato dei consumi, ma anche all'enorme potenziale sprigionato dall'innovazione tecnologica e dall'upgrade industriale del paese. Con l'accelerazione dello sviluppo di nuove forze produttive di qualità, sempre più multinazionali vedono la Cina come un "campo di sperimentazione" e un "campo di applicazione" per l'innovazione.

Ne è convinto Fabrizio Costa, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Cina: “Con 1,4 miliardi di persone, la Cina è uno dei mercati più importanti al mondo. La sua base di consumatori, attenta alla qualità e al valore culturale dei prodotti, offre grandi opportunità al Made in Italy”. Costa sottolinea in particolare le potenzialità nei settori dei macchinari e delle attrezzature, e in quello della salute, in particolare nell'industria farmaceutica, dove l'Italia può giocare un ruolo da protagonista. “Il fatto che il piano quinquennale cinese punti ad espandere i consumi rappresenta un'opportunità aggiuntiva per il nostro sistema-Paese”, aggiunge.

Il 2026 si apre dunque come un anno decisivo. Le “Due Sessioni” di marzo faranno da cassa di risonanza a dinamiche già in atto: dalla corsa delle merci verso la Cina ai piani di espansione delle multinazionali, dalle misure varate a livello locale alle visite dei leader stranieri a Pechino. Un mosaico che compone un'immagine chiara: quella di una Cina determinata a condividere i frutti del proprio sviluppo e a offrire al mondo un mercato sempre più accessibile e resiliente. (riproduzione riservata)



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