Martedì 27 giugno il Nikkei viaggia in rosso, alle 7:00 italiane l’indice giapponese cede lo 0,7% zavorrato dai titoli tech e dalla brutta chiusura del Nasdaq, segnale che gli investitori prendono profitto dopo il forte rally nel settore. Ad acuire le perdite, la prospettiva di ulteriori aumenti dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve.
La Cina, per contro, si muove tonica, grazie anche all’intervento della PboC sullo yuan: l’Hang Seng balza dell’1,6%, Shanghai dello 0,9%.
L’oro sale dello 0,25% a 1.938 dollari per oncia, il petrolio Wti americano dello 0,6% a 69,8 dollari il barile. L’euro guadagna lo 0,25% a 1,0926, lo yen resta stabile a 143,51, mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento salire dal 3,722% di inizio sessione asiatica al 3,735%. I futures su Wall Street sono per ora positivi (+0,2% in media).
Lo yuan offshore (scambiato fuori dalla Cina) si è apprezzato martedì a oltre 7,22 per dollaro, rimbalzando dai minimi degli ultimi sette mesi dopo che la Banca popolare cinese ha fissato un tasso medio più forte del previsto per il secondo giorno consecutivo a 7,2098 per dollaro, alimentando la speculazione che a Pechino salga il disagio nei confronti della debolezza della valuta.
Lo yuan è sceso bruscamente a giugno dopo che una serie di dati economici deludenti in Cina ha portato le principali banche di investimento a rivedere al ribasso le previsioni di crescita del Pil del Paese per il 2023. Questo ha spinto la Banca centrale a tagliare i principali tassi di interesse a breve termine a giugno per la prima volta dall'agosto dello scorso anno, aumentando le aspettative di un ulteriore allentamento delle politiche, compreso il taglio al coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. Un fatto in netto contrasto con altre principali economie che hanno effettuato aumenti dei tassi a giugno o indicato la volontà di inasprire ulteriormente la politica monetaria per combattere l'inflazione, che di fatto in Cina non esiste.
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen ha in programma di visitare Pechino all'inizio di luglio per i primi colloqui economici di alto livello con la sua nuova controparte cinese, He Lifeng, scrive Bloomberg citando fonti a conoscenza dei fatti. La notizia del viaggio arriva mentre gli Stati Uniti si avvicinano al completamento di un ordine esecutivo che regolerebbe e potenzialmente taglierebbe alcuni investimenti statunitensi in Cina.
Il governo punta a concludere l’iter entro la fine di luglio, mentre il team del presidente Joe Biden sta lavorando al progetto di uscita dagli Stati Uniti dalla Cina da quasi due anni. La norma toccherebbe, scrive Bloomberg, alcuni investimenti nel settore dei semiconduttori, intelligenza artificiale e informatica quantistica.
La Banca centrale pakistana ha inaspettatamente alzato i tassi al livello record del 22% in una riunione di emergenza mentre la nazione effettua un ultimo tentativo di ottenere l’assenso al programma di prestiti del FMI. La nazione dell'Asia meridionale sta attraversando la sua peggiore crisi economica tra inflazione e tassi di interesse record, ma ora pare abbia maggiori possibilità che il prestito del FMI ottenga il via libera in settimana.
Il Pakistan sta affrontando una grave crisi nella bilancia dei pagamenti, con le riserve di valuta estera della banca centrale appena sufficienti per coprire un mese di importazioni. Una situazione che, secondo alcuni osservatori, potrebbe sfociare in un default del debito e che ha quindi reso necessario il ricorso ad un negoziato urgente con il Fondo Monetario Internazionale per sbloccare parte di un pacchetto di aiuti del valore complessivo di 6,5 miliardi di dollari, concordato nel 2019 e la cui erogazione era in stallo da diverso tempo.(riproduzione riservata)