Nell’ultima sessione prima dei festeggiamenti per il Capodanno, le borse cinesi si muovono in maniera divergente. Shanghai chiude in rialzo dell’1,3% sostenuta dalle nuove misure del governo per proteggere il mercato dei capitali (come le limitazioni sulle vendite allo scoperto e gli incoraggiamenti ai fondi e società pubbliche ad investire in borsa), mentre l’Hang Seng finisce la corsa in rosso per lo 0,83%. E qui arriva la conferma ufficiale a una notizia che circolava fra i desk operativi negli ultimi due giorni: è stato rimosso il responsabile della borsa di Hong Kong.
I mercati, nel frattempo, calcolando tassi ancora alti per un periodo più lungo, vendono il T bond decennale il cui rendimento passa dal 4,15% di inizio sessione asiatica al 4,172% delle ore 9:40 italiane mentre i futures sul Nasdaq sono in rialzo dello 0,2%.
Le banche cinesi hanno concesso nuovi prestiti in yuan per 4,92 trilioni a gennaio, livello record dal 2004, quando sono iniziati i monitoraggi sul settore, battendo le previsioni di 4,5 trilioni di yuan.
L’aumento avviene mentre le autorità cinesi cercano di sostenere l’economia è avvolta dalla deflazione e dal momento che i prestiti tendono ad aumentare all’inizio dell’anno mentre le banche cercano di aumentare la percentuale di clienti di qualità e conquistare quote di mercato.
Nicolas Aguzin, amministratore delegato uscente di Hong Kong Exchanges & Clearing, partirà prima del previsto. Lo ha reso noto la stessa Borsa in una nota. Aguzin, che in precedenza avrebbe dovuto dimettersi a maggio, al termine del suo attuale mandato di tre anni, ha affermato che il passaggio di consegne all'amministratore delegato entrante Bonnie Chan «sta andando molto bene» e che «ha quindi deciso di cedere completamente il ruolo a partire dal primo marzo».
Le azioni dell’Hang Seng sono scese di quasi l‘8% quest’anno. La società ha dovuto far fronte all’allontanamento degli investitori globali dalle azioni cinesi e alla mancanza di quotazioni da parte delle stesse società cinesi, dal momento che le aziende hanno favorito sempre più le ipo a Shanghai.
Le condizioni finanziarie in Giappone rimarranno accomodanti anche dopo che la Banca centrale avrà posto fine all’ultimo regime di tassi negativi al mondo, ha detto venerdì il governatore Kazuo Ueda. «Anche se finissimo con i tassi negativi, le condizioni finanziarie accomodanti probabilmente continueranno» sulla base delle prospettive economiche della banca, ha spiegato Ueda in risposta alle domande in parlamento venerdì.
I commenti di Ueda intendono assicurare agli operatori di mercato che l’eventuale fine dei tassi negativi in Giappone, unico caso fra le grandi banche centrali mondiali, non preannuncia un cambiamento nella politica della BoJ orientata a facilitare i prestiti. (riproduzione riservata)