Asia a doppia velocità, venerdì 14 febbraio, sale ancora bene l’Hang Seng grazie ai titoli tech (+2,63% alle ore 7:40 italiane), mentre Shanghai cede lo 0,3% e il Nikkei lo 0,8%. Sullo sfondo resta il tira e molla sui dazi del presidente Usa Donald Trump. I futures sul Nasdaq, intanto, si muovono sopra la parità. In Cina, la Banca centrale si è impegnata a implementare una politica monetaria accomodante per sostenere l'economia.
L'indice sul dollaro (Dollar index) si muove in calo intorno al valore di 107 venerdì, sulla strada per perdere circa l'1% questa settimana rispetto alle maggiori valute (-1,25% sull’euro), sotto pressione per l'attenuazione della paura sui dazi e per l’aspettativa che l’indice dei prezzi sui consumi personali negli Usa risulterà più debole a fine mese.
Il dollaro è sceso dello 0,8% giovedì dopo che il presidente Donald Trump ha ordinato alla sua amministrazione di esplorare dazi reciproci verso i Paesi che ritiene applichino pratiche commerciali sleali, ma ha anche avvisato che i dazi non partiranno subito, quanto ad aprile. Il ritardo nell'applicazione ha contribuito ad alleviare i timori di misure di ritorsione immediate, che avevano scatenato preoccupazioni sull'inflazione e sollevato dubbi sulla capacità della Federal Reserve di tagliare i tassi.
Nel frattempo, l'ultimo report sull'inflazione alla produzione pubblicato giovedì è risultato oltre le attese. Tuttavia, i dati macro suggeriscono che l'inflazione di base, seguita con attenzione dalla Fed, probabilmente sarà inferiore alle aspettative verso la fine del mese.
Le esercitazioni militari della Cina intorno a Taiwan sono diventate così estese che potrebbero presto essere utilizzate come copertura per nascondere un attacco all'isola. E’ quanto ha riferito Samuel Paparo, comandante militare statunitense a capo dell’area Indo-Pacifico.
Intervenendo all'Honolulu Defense Forum, l'ammiraglio della Marina statunitense ha messo in guardia sulla crescente cooperazione tra Cina, Russia e Corea del Nord, descrivendola come un «asse emergente di autocrazia».
«Cina, Russia e Corea del Nord hanno formato un triangolo di facinorosi», ha sottolinearo Paparo al Pacific Forum. L'Esercito Popolare di Liberazione cinese ha aumentato significativamente l'attività attorno a Taiwan negli ultimi anni, rendendo più difficile distinguere tra esercitazioni generalizzate e preparativi effettivi per un attacco, ha indicato Paparo: «siamo molto vicini al punto in cui un'esercitazione quotidiana di routine potrebbe nascondere un avvertimento operativo. Le loro manovre aggressive attorno a Taiwan in questo momento non sono esercitazioni come le definiscono, sono vere e proprie prove. Sono prove per l'unificazione forzata di Taiwan alla terraferma». (riproduzione riservata)