Mercoledì 1 novembre i riflettori dei mercati sono puntati sulla decisione di politica monetaria della Federal Reserve (Fomc), gli investitori si aspettano tassi fermi ai massimi degli ultimi decenni. I commenti del governatore Jerome Powell saranno esaminati attentamente per valutare eventuali altri rialzi del costo del denaro in futuro e per quanto tempo i tassi rimarranno alti.
In attesa del Fomc, il Nikkei mercoledì corre (+2,4%) mentre lo yen scende ai minimi dell’ultimo anno ma le borse cinesi sono sottotono a causa dei dati macro poco brillanti: alle ore 8:00 italiane l’Hang Seng perde lo 0,15%, Shanghai guadagna lo 0,25%. Il T bond Usa decennale, nel frattempo, vede il rendimento scendere dal 4,929% di inizio sessione asiatica al 4,9%, mentre per ora i futures sul Nasdaq viaggiano in leggero rosso.
Il Pmi manifatturiero elaborato da Caixin è sceso a 49,5 a ottobre 2023 da 50,6 di settembre, mancando le previsioni di mercato di 50,8. Si è trattato della prima contrazione dell’attività industriale da luglio, nel contesto di un rinnovato calo della produzione mentre la ripresa economica rimane fragile. Inoltre, le vendite verso l’estero sono diminuite per il quarto mese, mentre la fiducia ha toccato il minimo degli ultimi 13 mesi.
Lo yen si è deprezzato oltre quota 151 per dollaro, attestandosi vicino ai livelli più bassi dell'ultimo anno ed è a rischio di indebolirsi ulteriormente fino ai minimi del 1990 dopo la decisione martedì della BoJ di allentare la presa sui tassi a lungo termine, considerata inadeguata.
La BoJ ha mantenuto il costo del denaro al -0,1% e l'obiettivo di rendimento del bond decennale a 10 anni intorno allo 0%, apportando piccoli aggiustamenti alla politica di controllo della curva dei rendimenti. La banca centrale ha ridefinito l’1% come un «limite superiore» piuttosto che un limite rigido e ha rimosso l’impegno a difendere tale livello con l’acquisto di una quantità illimitata di obbligazioni.
Evergrande, il colosso immobiliare cinese zavorrato da oltre 300 miliardi di dollari di debiti, ha proposto un nuovo piano di ristrutturazione del debito per gli obbligazionisti offshore (esteri), offrendo di scambiare i loro bond con una quota azionaria di circa il 30% in ciascuna delle due controllate quotate a Hong Kong, secondo quando scrive Reuters.
Gli obbligazionisti offshore della società immobiliare che detengono circa 19 miliardi di dollari di debito probabilmente subiranno un grosso taglio sui loro investimenti se accetteranno i nuovi termini. Martedì le obbligazioni in dollari del gruppo immobiliare sono state scambiate a circa 2,25 centesimi di dollaro, secondo i dati elaborati da LSEG, dal momento che gli obbligazionisti valutano i possibili recuperi nel piano di ristrutturazione rispetto ad altre opzioni come la liquidazione. (riproduzione riservata)