Asia in netto calo, mercoledì 16 aprile nonostante i buoni dati macro cinesi. Il tema dei dazi e ora anche delle licenze Usa per vendere in Cina sta pesando sul sentiment e affossa Nvidia nel pre market. A questo si aggiunga che Il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato martedì un’indagine sull’imposizione di dazi a tutte le importazioni di minerali critici, una mossa che andrà a inciderre soprattutto sulla Cina.
Alle ore 8:00 italiane, il Nikkei cede l’1,6%, l’Hang Seng il 2,6%, Shanghai lo 0,7%. Nuovo record dell’oro che scambia a 3.306 dollari l’oncia, mentre il petrolio Wti americano lascia sul terreno l’1,1% a 60,66 dollari il barile e i futures sul Nasdaq perdono il 2,2%.
In un clima di crescente nervosismo sui mercati per l’impatto delle tariffe Usa, l’attenzione degli operatori è ora concentrata sui prossimi colloqui commerciali tra Stati Uniti e Giappone. Tokyo punta a ottenere la totale eliminazione dei dazi imposti dall’amministrazione Trump, che continuano a pesare sulla fiducia delle imprese e sulle catene globali di fornitura. Il Giappone ha sulla carta forza contrattuale, essendo uno dei maggiori detentori al mondo di debito Usa.
L’economia cinese ha registrato una crescita del 5,4% su base annua nel primo trimestre 2025, superando le stime di consenso (+5,1%) e confermando i dati di crescita del quarto trimestre 2024. Si tratta del tasso di espansione più elevato degli ultimi 18 mesi, sostenuto dalle misure di stimolo fiscale e monetario messe in atto da Pechino.
La crescita è stata trainata da una robusta performance di marzo:
Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica cinese, l’economia ha avuto «un inizio stabile e positivo», con un ruolo crescente dell’innovazione tecnologica. Tuttavia, l’inasprimento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti ha rapidamente appesantito le prospettive, aumentando la probabilità di nuovi stimoli da parte delle autorità cinesi.
Le quotazioni dell’oro sono salite a quota 3.306 dollari l’oncia, segnando un nuovo massimo storico, spinte dalla crescente domanda di beni rifugio in un contesto di incertezza legata alla politica commerciale statunitense e da un dollaro in indebolimento.
Il presidente Trump ha annunciato martedì un’indagine sull’imposizione di dazi a tutte le importazioni di minerali critici, un ulteriore irrigidimento sui commerci internazionali. La misura potrebbe influenzare in modo rilevante le relazioni con fornitori strategici, in primis la Cina. Questo annuncio ha in parte annullato l’effetto positivo derivante dall’esclusione di alcuni prodotti tecnologici dalle tariffe di ritorsione e dalle possibili esenzioni per le componenti del settore automotive. (riproduzione riservata)