Asia volatile, martedì 18 febbraio, con la Cina divisa a metà dopo le parole del presidente Xi Xinping a sostegno del settore privato: alle ore 7:30 italiane l’Hang Seng sale dello 0,95%, mentre Shanghai accelera la discesa verso fine sessione (-0,81%). Il Nikkei, intanto, guadagna lo 0,35%. E dopo che la Banca centrale in Australia ha tagliato i tassi per la prima volta dal 2020, l’indice Asx 200 perde lo 0,7% circa. I futures sul Nasdaq, intanto, sono positivi per lo 0,3%.
L'Hang Seng sale martedi grazie al sostegno del presidente Xi Jinping al settore privato e al tech in particolar modo, dopo l’incontro del giorno prima a porte chiude annunciato dai media statali. Xi ha parlato con Jack Ma, co-fondatore del colosso Alibaba Group Holding, uscito di scena nel 2020 dopo aver criticato il governo. Diversi analisti hanno visto il meeting come un segnale di fine stretta da parte del Partito Comunista al settore privato.
Dalla presentazione del modello low cost di AI di DeepSeek un mese fa, i mercati hanno investito nei titoli tech cinesi esposti all’intelligenza artificiale, oltre 1 trilione di dollari (l’Hang Seng ha registrato un rally del 13,6% da inizio anno). E’ quanto ha spiegato Hao Hong, economista di Grow Investment Group, in un'intervista a Bloomberg. Precisando poi: «È un buon rimbalzo, ma prima che si trasformi davvero in un trend in crescita di lungo respiro, che può andare avanti anni, c'è molto da fare. Se si vuole davvero un mercato rialzista sostenibile, è necessario un modello di crescita sostenibile per il futuro».
L'incontro di Xi ha attirato molti dei più grandi nomi del mondo degli affari cinese nell'ultimo decennio, in rappresentanza di settori che vanno dalla produzione di chip e veicoli elettrici all'intelligenza artificiale. Il vertice ha dimostrato una posizione più morbida di Pechino nei confronti delle grandi società che alimentano la crescita di gran parte dell'economia nazionale, proprio mentre gli Usa di Donald Trump hanno appena applicato ulteriori dazi alla Cina.
La Reserve Bank of Australia ha tagliato i tassi dello 0,25% al 4,1% durante il meeting di febbraio, in linea con le aspettative dei mercati. Si tratta della prima riduzione del costo del denaro da novembre 2020 mentre l'inflazione continua a scendere. Tuttavia il board della Rba è rimasto cauto riguardo a un ulteriore allentamento della politica monetaria e questo ha mandato l’indice Asx 200 in rosso.(riproduzione riservata)