La Banca centrale cinese ha effettuato venerdì 23 dicembre la più grande iniezione di liquidità a scansione settimanale degli ultimi due mesi.
Le borse in Asia migliorano l’andamento in seguito alla mossa di Pechino ma restano in rosso dopo la brutta chiusura di Wall Street. Negli Usa il Pil del terzo trimestre 2022 è stato visto al rialzo al 3,2% dalle stime di un +2,9%, lasciando la porta aperta alla Fed per un rialzo deciso dei tassi in modo da raffreddare l’inflazione. Alle ore 7:50 italiane il Nikkei perde oltre l’1%, l’Hang Seng lo 0,6%, Shanghai lo 0,6% a sua volta. Resta critica la situazione Covid in Cina.
La People's Bank of China ha iniettato nel sistema bancario un importo netto di 704 miliardi di yuan (oltre 100 miliardi di dollari) dopo i 22,5 miliardi di giovedi, la più grande iniezione settimanale dalla fine di ottobre. La mossa mira a mantenere una «liquidità ragionevole e sufficiente nel sistema bancario alla fine dell'anno», ha spiegato la banca centrale.
Come si è arrivati a 704 miliardi? La Banca centrale ha immesso 205 miliardi di yuan nel sistema bancario venerdì attraverso operazioni di reverse repo, inclusi 2 miliardi con scadenza a sette giorni e 203 miliardi con scadenza a 14 giorni, mantenendo il tasso invariato rispettivamente al 2% e al 2,15%.
Considerati i 41 miliardi di yuan di pronti contro termine in scadenza venerdì, la PBoC ha iniettato un importo netto di 164 miliardi, portando le operazioni settimanali in contanti (la Banca centrale è intervenuta da lunedì scorso tutti i giorni) a 704 miliardi di yuan netti, secondo quanto riporta Pechino. All'inizio di questa settimana, la Banca centrale cinese ha lasciato invariati per il quarto mese consecutivo i tassi di interesse per i prestiti alle imprese e alle famiglie.
La Cina prevede di ridurre i requisiti di quarantena per i viaggiatori stranieri a gennaio, secondo fonti di Bloomberg. I funzionari stanno valutando la possibilità di eliminare la quarantena in hotel a favore di un monitoraggio sanitario di tre giorni per le persone in arrivo.
Nel frattempo, una nuova analisi citata sempre dall’agenzia americana stima che la Cina stia assistendo a un milione di casi di Covid-19 e 5.000 morti al giorno (su 1,4 miliardi di popolazione). In parallelo, gli Stati Uniti stanno drasticamente ridimensionando la propria risposta alla pandemia, con i legislatori che respingono le richieste di fondi aggiuntivi per test e cure, anche se centinaia di persone continuano a morire a causa del virus ogni giorno.
Il tasso di inflazione annuo in Giappone è salito al 3,8% a novembre 2022 dal 3,7% del mese precedente, indicando il dato più alto dal gennaio 1991, tra i prezzi elevati delle materie prime importate e la persistente debolezza dello yen.
I prezzi al consumo core sono aumentati del 3,7% su base annua, il massimo dal dicembre 1981, in linea con le previsioni di mercato ma al di sopra dell'obiettivo del 2% della Banca del Giappone per l'ottavo mese consecutivo. (riproduzione riservata)