Cina tonica, mercoledì 26 febbraio, alle ore 7:30 italiane l’Hang Seng sale del 3,35%, Shanghai dello 0,6%, mentre il Nikkei cede lo 0,3%, con i futures sul Nasdaq tornati positivi (+0,6%) dopo una sessione in rosso. Fiducia dei consumatori in calo negli Usa e inasprimento dei dazi sono i problemi che i mercati devono affrontare.
A trainare i listini in Cina, la promessa della città di Hong Kong di trasformarsi in un hub di intelligenza artificiale, stanziando 1 miliardo di dollari locali (sono quasi 130 milioni di dollari Usa) per la ricerca e lo sviluppo dell'AI. L'indice Hang Seng Tech è salito del 3,63% grazie al forte aumento di JD.com (7,64%), Xpeng (6,30%), Alibaba (5,9%) e Meituan (5,67%).
I titoli dei produttori cinesi di veicoli elettrici Xpeng e Li Auto salgono mercoledì dopo che le azioni Tesla sono crollate di oltre l'8% durante la notte scendendo sotto il trilione di capitalizzazione. Le azioni di Xpeng sono salite fino al 7,33%, mentre quelle di Li Auto sono balzate fino al 5,34%.
I guadagni di Li Auto seguono anche il lancio del primo veicolo utilitario sportivo completamente elettrico nella giornata di martedì. Il prezzo del nuovo modello, chiamato Li i8, deve ancora essere annunciato.
Anche le azioni Xiaomi hanno guadagnato il 4,14% mentre Byd, considerata la più rivale di Tesla, è rimasta invariata. Le azioni del gruppo dell’automotive che fa capo a Elon Musk hanno subito un duro colpo martedì sera, facendo scendere la capitalizzazione di mercato sotto 1 trilione di dollari e portandosi ai minimi dello scorso novembre dopo che un report di Reuters mette in evidenza come i proprietari siano delusi dagli aggiornamenti dei suoi sistemi di guida parzialmente automatizzati.
I futures sul rame sono aumentati di quasi il 4%, avvicinandosi a 4,70 dollari per libbra mercoledì, raggiungendo i livelli più alti delle ultime due settimane dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato un'indagine su potenziali dazi nei confronti delle importazioni di rame per rivitalizzare la produzione statunitense del metallo.
La mossa è vista come parte della strategia di Trump per contrastare le ambizioni della Cina di dominare il mercato globale del rame, metallo fondamentale per la produzione di veicoli elettrici, equipaggiamento militare e vari beni di consumo. Gli analisti prevedono un ulteriore rialzo dei prezzi del rame grazie alla forte domanda di elettrificazione, mentre la crescita dell'offerta sarà probabilmente limitata dopo anni di scarsi investimenti nelle miniere. Nel frattempo, l'offerta di rame in Cina rimane abbondante, con scorte in aumento a oltre 260.000 tonnellate, tre volte il livello all'inizio dell'anno. (riproduzione riservata)