Asia ad andamento misto, giovedì 10 agosto, in attesa della pubblicazione, nel pomeriggio, dell’aggiornamento sull’inflazione Usa, un dato osservato con grande attenzione dalla Fed in vista di ulteriori strette monetarie. A pesare sulle borse cinesi, la crisi del debito di Country Garden, un importante gruppo delle costruzioni e l’ordine esecutivo del presidente Joe Biden contro la Cina sul fronte dell’industria tech e dell’AI.
Alle ore 7:30 italiane il Nikkei sale dello 0,74%, Hong Kong perde quasi l’1% con Techcronic che cede il 20% e Lenovo il 5%, la stessa Country Garden il 6,3%, mentre Shanghai perde lo 0,15%.
Oro a 1.949 dollari l’oncia, petrolio Wti americano a 84,37 dollari il barile, ai massimi da nove mesi. L’euro scambia al rialzo a 1,0986, lo yen cede lo 0,2% a 143,97, mentre il rendimento del T bond Usa decennale sale dal 4,016% al 4,028%. I futures su Wall Street salgono in media dello 0,3% dopo la sessione precedente in calo.
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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha imposto limiti agli investimenti statunitensi in Cina nel tentativo di limitare la capacità di Pechino di sviluppare tecnologie militari e di sorveglianza.
Mentre i dettagli delle regole devono ancora essere definiti, l'ordine regolerà gli investimenti Usa in alcune società cinesi di semiconduttori, informatica quantistica e intelligenza artificiale. Ma, in un restringimento della potenziale portata dell'ordinanza, le misure non saranno retroattive ed escluderanno settori come le biotecnologie.
«L'ordine può anche finire per esentare gli investimenti dei fondi passivi così come quelli in titoli quotati in borsa, fondi indicizzati e altri asset», spiega Bloomberg. La Cina si è detta «molto delusa» dalla decisione degli Stati Uniti di procedere con le restrizioni.
La Cina è scivolata in deflazione a luglio quando i prezzi al consumo e alla produzione sono scesi insieme per la prima volta dal 2020. Sebbene questo aumenti la pressione sui politici cinesi perché aumentino il sostegno monetario e fiscale, potrebbe aiutare le banche centrali globali a combattere l'inflazione nei propri Paesi.
Il rallentamento della domanda dei consumatori in Cina, unito al crollo del settore immobiliare e al rapido calo delle esportazioni, sta spingendo i produttori a tagliare i prezzi per liberarsi delle scorte in eccesso. Un movimento che potrebbe estendersi ai Paesi sviluppati, dove le banche centrali come la Federal Reserve, la Bce e la Bank of England stanno ancora aumentando i tassi di interesse per domare un’inflazione tenace.
Una crisi del debito che fa concorrenza al default del colosso Evergrande potrebbe essere in fermento in Cina. Country Garden, guidata da una delle donne più ricche della Cina, Yang Huiyan, ha lasciato gli investitori a bocca asciutta dopo che i detentori dei bond in dollari hanno dichiarato di non aver ancora ricevuto i pagamenti delle cedole in scadenza lunedì scorso.
Questo pone il gruppo sulla strada per il suo primo default pubblico se non effettua i pagamenti entro un periodo di grazia di 30 giorni. Gli analisti di Bloomberg Intelligence ritengono che il default avrebbe un impatto sul mercato immobiliare cinese più del crollo di Evergrande dal momento che «Country Garden ha in portafoglio il quadruplo dei progetti immobiliari». La fortuna della presidente Yang Huiyan si è ridotta di 28,6 miliardi di dollari, a 5,5 miliardi dal suo picco nel 2021.
Il settore immobiliare in Cina pesa attorno al 28% del Pil ed è in crisi da un paio di anni, da quando il governo ha imposto forti restrizioni ai prestiti bancari su gruppi immobiliari fortemente indebitati. La prima a scricchiolare è stata Evergande (oltre 300 miliardi di dollari di debito), tenuta ancora in vita ma in stato vegetativo.
E ora sta scoppiando il bubbone Country Garden, che rischia di mettere in difficoltà il mercato del debito. Country Garden, un tempo il più grande gruppo privato in Cina per vendite immobiliari e costruttore di oltre 3.000 progetti abitativi in città di medie e piccole dimensioni, «è l'ultimo in ordine di tempo e forse il più spaventoso esempio» della crisi che sta attraversando il Paese, scrivono gli analisti di Bloomberg.
E con circa 200 miliardi di dollari di debito, la crisi di Country Garden potrebbe competere con il default di Evergrande. (riproduzione riservata)