Mentre il Giappone corre, martedì 7 gennaio, trainato dal Nasdaq (Nikkei +2% circa), alle ore 7:40 italiane l’Hang Seng cede l’1,7% mentre Shanghai sale dello 0,6%. A incidere sul listino di Hong Kong, il forte calo di titoli quali Tencent e Xiaomi che perdono oltre il 7%, mentre Catl cede il 2,8% dopo che nelle scorse ore il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha inserito una serie di società cinesi nella black list di aziende che considera gruppi militari. Xiaomi aveva fatto causa in passato al governo Usa per la sua inclusione nella lista nera del Pentagono nel 2021 ed è stata poi rimossa.
Il gruppo tecnologico Tencent e Catl, maggiore produttore al mondo di batterie, sono fra le società cinesi inserite dal Pentagono nella black list per presunti legami militari. Le azioni di Tencent quotate negli Usa hanno chiuso lunedì in ribasso del 7,8% dopo la notizia e sono scese con lo stesso ritmo nelle negoziazioni di Hong Kong martedì. Si tratta del maggior gruppo cinese per capitalizzazione di mercato, 3,5 miliardi di dollari di Hong Kong.
Le azioni di Catl sono scese fino al 6%, il più grande calo da tre mesi. Il gruppo è un importante fornitore di Tesla e detiene una quota di mercato globale delle batterie per veicoli elettrici di circa il 38%.
Il rinnovo della black list è un segnale chiaro degli Usa di contrastare l'ascesa della Cina come superpotenza militare. Il Pentagono non potrà stipulare contratti con le aziende presenti nell’elenco da giugno 2026, mentre dal 2027 non potrà acquistare beni o servizi che includano questi gruppi nelle sue catene di fornitura.
Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha descritto l'elenco come un modo per contrastare quella che definisce la «strategia di fusione militare-civile» della Cina, che rafforza la modernizzazione dell'esercito con tecnologie avanzate che provengono da aziende cinesi, università e programmi di ricerca sotto le vesti di società a scopo civile.
Gli Stati Uniti hanno imposto più cicli di controlli sulle esportazioni per limitare la capacità della Cina di creare un'industria avanzata dei semiconduttori e rendere più difficile per Pechino sviluppare un'intelligenza artificiale a uso militare.
Per contro, Pechino ha rafforzato i controlli sulle esportazioni. A dicembre ha vietato le spedizioni negli Stati Uniti di alcuni minerali e metalli utilizzati nella produzione di semiconduttori e hardware militare.
Essere aggiunti alla lista nera delle aziende militari cinesi del Pentagono non ha conseguenze legali dirette e non comporta sanzioni. Tuttavia, comporta rischi per la reputazione.
L’inserimento di Tencent all'elenco «è chiaramente un errore», ha spiegato il gruppo cinese. «Non siamo un'azienda militare o un fornitore... collaboreremo con il Dipartimento della Difesa per risolvere qualsiasi malinteso».
A sua volta Catl, che ha collaborato con Tesla e Ford per concedere in licenza la sua tecnologia di produzione delle batterie alle fabbriche negli Stati Uniti, ha definito a sua volta l’inclusione nella lista «un errore».
Anche il produttore di chip ChangXin Memory Technologies, il produttore di droni Autel Robotics e il produttore di apparecchiature IT Quectel Wireless Solutions sono stati inseriti nella black list.
Cosco, una delle più grandi compagnie di navigazione cinesi, è uno dei primi nomi finiti in black list a suo tempo. Diversi traghetti del gruppo, insieme a quelli di altre società commerciali, hanno partecipato alle esercitazioni dell'Esercito Popolare di Liberazione per simulare un'invasione di Taiwan, secondo i dati di tracciamento delle navi e i media statali cinesi.
Negli ultimi anni Pechino ha richiesto alle compagnie di navigazione civili di costruire le nuove imbarcazioni secondo standard militari con capacità sufficiente per trasportare truppe e veicoli blindati attraverso lo Stretto di Taiwan. (riproduzione riservata)