Cina in rosso, lunedì 24 marzo, il meeting di due giorni del governo cinese aperto si grandi ceo Usa non riesce a sollevare le borse. Sullo sfondo, la data del 2 aprile in cui il presidente Donald Trump annuncerà dazi reciproci contro il mondo. Alle ore 7:30 italiane, Il Nikkei è piatto, l’Hang Seng cede lo 0,3%, Shanghai lo 0,7%. I futures sul Nasdaq, invece, si muovono bene, salgono dello 0,8%.
Il vicepremier cinese He Lifeng ha voluto rassicurare i ceo delle multinazionali Usa sul fatto che Pechino continuerà ad ampliare l’accesso al proprio mercato agli investimenti esteri, secondo quanto riportato in una nota dal Ministero del Commercio.
Nel corso del China Development Forum che ha preso il via domenica 23 marzo con i vertici di colossi fra i quali Apple, Pfizer, Mastercard, Eli Lilly, He ha discusso del rafforzamento delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti, sottolineando che Pechino si impegna ad aprirsi al mercato per attirare nuovi investimenti esteri. «L’economia cinese è resiliente, ricca di potenziale e vitalità», ha detto He.
Al forum in corso, partecipano diversi ceo di rilievo, tra cui Tim Cook (Apple), Cristiano Amon (Qualcomm) e Pascal Soriot (AstraZeneca), oltre al senatore repubblicano statunitense Steve Daines, in visita ufficiale a Pechino.
La Cina sta intensificando gli sforzi per attrarre capitali stranieri, in un contesto caratterizzato da debolezza della domanda interna e da una prolungata crisi del settore immobiliare. Il rallentamento delle esportazioni – finora uno dei pochi punti di forza dell’economia cinese – è aggravato dall’imposizione di nuove tariffe da parte degli Stati Uniti, che per ora sono al 20%.
Intervenendo all’apertura del forum economico che dura due giorni, il premier cinese Li Qiang ha esortato i Paesi a mantenere aperti i loro mercati e ha invitato gli imprenditori a farsi promotori della globalizzazione. A febbraio, il Consiglio di Stato cinese ha presentato un piano per stimolare gli investimenti esteri che prevede la rimozione di alcune restrizioni agli investimenti nel settore manifatturiero e la semplificazione dei processi di fusione e acquisizione per gli investitori stranieri nella Cina continentale.
Nel contesto delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, l’amministrazione del presidente Usa Donald Trump ha recentemente imposto tariffe del 20% sui beni cinesi, citando il presunto coinvolgimento di Pechino nel traffico illecito del fentanyl, una droga mortale. Inoltre, Washington prevede di concludere entro il 1° aprile l’indagine sulla conformità della Cina agli impegni assunti nell’accordo commerciale siglato nel primo mandato di Trump quattro anni fa.
In un incontro separato, domenica il premier Li ha dichiarato al senatore Steve Daines e ai dirigenti di diverse multinazionali statunitensi che Cina e Stati Uniti traggono beneficio dalla cooperazione, mentre il confronto penalizza entrambi i Paesi. «Nessun Paese può raggiungere sviluppo e prosperità attraverso l’imposizione di dazi», ha affermato Li.
Daines, il primo politico statunitense a visitare la Cina da quando Trump ha assunto nuovamente la presidenza a gennaio, ha ribadito su X l’interesse delle aziende americane a mantenere una forte presenza in Cina, pur sottolineando la necessità di misure decisive da parte di Pechino per contrastare il traffico dei precursori del fentanyl.
Negli ultimi mesi, funzionari del Ministero del Commercio cinese hanno incontrato i vertici di diverse multinazionali, tra cui Airbus, PepsiCo, Procter & Gamble e Honeywell, per discutere nuove opportunità di investimento nel Paese. (riproduzione riservata)