La Cina tiene i tassi fermi come la Fed nel tentativo di fermare la debolezza dello yen e i mercati vanno in rosso dopo essersi attesi un grande sostegno all’economia dopo i recenti annunci del governo. Alle ore 7:50 italiane di giovedì 20 marzo, l’Hang Seng perde l’1,8% (-2,15% alle ore 8:20), Shanghai lo 0,5%. I futures sul Nasdaq sono positivi per lo 0,55%.
La Banca Popolare Cinese (PBoC) ha lasciato invariati i tassi di interesse, in linea con le attese di mercato. In particolare, il Loan Prime Rate (LPR) a un anno è stato confermato al 3,1%, mentre quello a cinque anni è rimasto al 3,6%. In questo modo la PBoC non ha fornito nuovi stimoli ai mercati.
All’inizio della settimana, Pechino ha annunciato un piano speciale per incentivare i consumi e stabilizzare i mercati azionari e immobiliari. Tuttavia, la mancanza di dettagli su tempistiche e dimensioni dell’intervento ha alimentato la cautela degli investitori.
«Il governo preferisce restare prudente a causa delle persistenti pressioni in corso», il commento di Bruce Pang, professore associato alla Chinese University di Hong Kong, che ha citato poi fra i rischi più rilevanti le tensioni commerciali, l’orientamento stabile della politica monetaria della Fed (che il giorno prima non ha ridotto i tassi a sua volta) e i ridotti margini di interesse delle banche cinesi.
L’economia cinese ha mostrato una moderata accelerazione nei primi due mesi dell’anno. Le vendite al dettaglio sono cresciute del 4,0% su base annua, in aumento rispetto al +3,7% di dicembre. Anche la produzione industriale ha superato le attese, registrando un’espansione del 5,9% su base annua.
Tuttavia, a febbraio, l’inflazione è scesa in territorio negativo per la prima volta da oltre un anno, mentre la deflazione dei prezzi alla produzione è proseguita. Pechino ha posto il rafforzamento della domanda interna tra le priorità strategiche del 2024, nel tentativo di compensare l’impatto della guerra dei dazi con Usa e Ue.
«Con il crescente focus sul sostegno ai consumi, aumenta la probabilità di un taglio dei tassi da parte della Cina già nei prossimi meeting», ha spiegato Gary Ng, economista di Natixis. «Se le vendite al dettaglio e immobiliari non mostreranno segnali di miglioramento, e soprattutto se l’inflazione resterà debole, potremmo assistere a un primo taglio dei tassi già ad aprile». ha aggiunto.
Lo yuan offshore ha recuperato parte delle perdite nelle ultime settimane, dopo aver toccato a gennaio il livello più basso degli ultimi 16 mesi. Tuttavia, la valuta ha registrato un deprezzamento di circa 1,8% da novembre, in seguito all’elezione del presidente Donald Trump negli Stati Uniti. Il governo ha confermato l’intenzione di rafforzare le misure di allentamento monetario nel corso del 2024, con possibili tagli ai tassi in momenti opportuni. L’obiettivo di crescita fissato dal governo è di circa 5% per l’anno in corso.
Goldman Sachs prevede due tagli da 20 punti base nel secondo e quarto trimestre dell’anno. Inoltre, gli analisti si aspettano due riduzioni del coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) da 50 punti base nel primo e terzo trimestre, misura che libererebbe liquidità aggiuntiva per il sistema bancario.
La Fed ha tenuto mercoledì i tassi fermi al 4,25%-4,5%, ma ha segnalato aspettative di crescita economica più lenta e un aumento dell'inflazione. L'incertezza sulle prospettive economiche è aumentata, ma il board prevede solo due riduzioni dei tassi di un quarto di punto nel 2025. (riproduzione riservata)