L’Asia apre la settimana in rosso, soprattutto la Cina, dove i mercati sono nervosi per la mancanza di indicazioni precise da parte del governo di un intervento a sostegno dell’economia mentre anche oggi, lunedi 16 dicembre, i nuovi dati macro sulle vendite in Cina restano sotto le attese.
Alle ore 7:40 italiane il Nikkei cede lo 0,10%, l’Hang Seng l’1% circa e Shanghai lo 0,10%. I futures sul Nasdaq sono sopra la parità. Il bitcoin, intanto sfonda il record storico di 106.000 dollari.
Le vendite al dettaglio in Cina sono salite del 3% su base annua a novembre 2024, rallentando rispetto alla crescita del 4,8% del mese precedente e al di sotto delle aspettative di mercato del +4,6%. Si tratta della crescita più debole da agosto. Le vendite sono diminuite per i prodotti sportivi e di intrattenimento (3,5% contro il 26,7% di ottobre), beni di prima necessità (1,3% contro l'8,5%), elettrodomestici e apparecchiature audiovisive (-22,2% contro il -39,2%). Le vendite hanno continuato a diminuire per bevande (-4,3% contro -0,9%), tabacco e alcol (-3,1% contro -0,1%), gioielli in oro e argento (-5,9% contro -2,7%), petrolio e suoi prodotti (-7,1% contro -6,6%). In discesa anche abbigliamento, scarpe e cappelli, prodotti tessili (-4,5% contro l'8%), cosmetici (-26,4% contro il 40,1%), medicina cinese e occidentale (-2,7% contro l'1,4%). Nei primi undici mesi dell'anno, le vendite al dettaglio sono cresciute del 3,5%.
La produzione industriale cinese è aumentata del 5,4% anno su anno a novembre 2024, superando le stime di mercato per il 5,3%, sostenuta da ulteriori aumenti nelle attività manifatturiere e minerarie. Nel frattempo, le vendite al dettaglio sono cresciute del 3,0%, l'aumento più debole degli ultimi tre mesi e sotto il consenso del 4,6%.
Il rendimento dei bond a 30 anni in Cina è sceso sotto il 2% per la prima volta dopo la conclusione del meeting la settimana scorsa del Partito Comunista chiamato a stabilire i target economici del Paese nel 2025 ed eventuali aiuti. La mancanza di un piano preciso e puntuale sugli interventi per sostenere una domanda interna anemica ha innervosito i mercati azionari, che lunedì viaggiano in rosso. Nel frattempo, il rendimento dei titoli di Stato a 30 anni è sceso di 0,03 punti percentuali all'1,99% lunedì mattina.
Il cambiamento segue uno storico incrocio tra i rendimenti obbligazionari trentennali cinesi e giapponesi il mese scorso, sollevando preoccupazioni sulla cosiddetta «giapponizzazione» dell'economia cinese, che fa riferimento a decenni di stagnazione, bassa crescita e bassa inflazione del Giappone dopo lo scoppio della bolla immobiliare (ed è proprio il settore del mattone in crisi in Cina). (riproduzione riservata)