In attesa che il segretario al Tesoro americano Janet Yellen e il vice premier cinese He Lifeng diano il via giovedì 9 novembre a San Francisco a una due giorni di colloqui per cercare di riavvicinare i due Paesi, l’Asia viaggia a doppio ritmo. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei segue le orme positive di Wall Street con le trimestrali (Walt Disney è andata bene) e sale dell’1,5%. Il listino è trainato anche dalla speranza del mercato che la Federal Reserve abbia finito la lunga corsa di rialzo dei tassi per i prossimi mesi. I dati macro cinesi deprimono invece le borse del Paese, infatti l’Hang Seng cede lo 0,36, e Shanghai è sotto la parità.
Il T bond Usa decennale si muove intanto laterale al 4,48%, mentre i futures sul Nasdaq sono appena sotto la parità.
I prezzi al consumo cinesi sono scesi dello 0,2% su base annua a ottobre 2023, rispetto al dato piatto di settembre e alle stime di mercato di un calo dello 0,1%. Il costo del cibo è diminuito ai massimi degli ultimi 25 mesi, a causa dell’ampia offerta e del rallentamento dei consumi. Nel frattempo, i prezzi di fabbrica continuano a calare per il 13° mese consecutivo.
I prezzi cinesi alla produzione sono scesi del 2,6% a ottobre 2023 dopo un calo del 2,5% nel mese precedente. L'ultimo dato è stato leggermente inferiore al consenso del mercato, che prevedeva un -2,7%, indicando il 13° mese consecutivo di deflazione dei produttori. Il costo dei mezzi di produzione è diminuito allo stesso ritmo (-3,0% rispetto al -3,0% a settembre), a causa di un calo più contenuto sia dei materiali (-2,3% rispetto al -2,8%) che dell'estrazione mineraria (-6,2% rispetto al - 7,4%) nonché un calo più rapido delle lavorazioni (-3,0% rispetto al-2,8%).
I prezzi dei beni di consumo sono scesi in modo molto più marcato (-0,9% contro -0,3%), sotto la pressione dei prodotti alimentari (-1,2% contro -0,3%) e dei beni durevoli (-2,0% contro -1,2%). Moderati invece i costi sia per i beni di uso quotidiano (0,4% contro 0,7%) che per l'abbigliamento (0,4% contro 0,8%). Su base mensile, i prezzi alla produzione sono rimasti stabili nel mese di ottobre, dopo essere aumentati nei due mesi precedenti. (riproduzione riservata)