Mercati asiatici positivi, lunedì 17 marzo, grazie al piano di stimolo della domanda interna presentato dal governo cinese. E ai dati macro sempre della Cina, con l’accelerazione delle vendite al dettaglio e della produzione industriale nel primo bimestre, nonostante i dazi Usa partiti a febbraio. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei sale dell’1,11%, Hong Kong attorno all’1%, Shanghai delo 0.,23%. I futures sul Nasdaq sono in calo dello 0,6%.
La produzione industriale in Cina è aumentata del 5,9% su base annua nei mesi di gennaio e febbraio 2025, dopo un incremento del 6,2% a dicembre, superando le previsioni del 5,3%. I settori minerario, manifatturiero e delle utility hanno registrato una crescita nonostante le interruzioni dovute alle festività del Capodanno lunare. Nel frattempo, le vendite al dettaglio sono salite del 4,0%, segnando il ritmo più rapido da ottobre.
Le vendite al dettaglio in Cina sono aumentate del 4,0% su base annua nei primi due mesi del 2025, accelerando rispetto al +3,7% registrato a dicembre e in linea con le previsioni di mercato. Si tratta del più forte incremento delle vendite al dettaglio dallo scorso ottobre, sostenuto dall'aumento dei consumi durante le festività del Capodanno lunare. Nel 2024, il commercio al dettaglio era cresciuto del 3,5%.
Il governo cinese ha annunciato domenica 16 marzo un piano per rilanciare la domanda interna. E’ la mossa del presidente Xi Jinping per ravvivare la scarsa fiducia dei consumatori e le pressioni deflazionistiche nella seconda economia mondiale colpita dai dazi Usa del 20% dallo scorso febbraio.
Secondo l'agenzia di stampa statale Xinhua, il governo punta a «stimolare vigorosamente i consumi ed espandere la domanda interna su tutti i fronti», riprendendo l'invito di Xi dello scorso anno a reindirizzare le politiche economiche verso il sostegno della domanda, dopo un lungo periodo di focus sull'industria.
Il piano, delineato dal Consiglio di Stato, intende aumentare i redditi, stabilizzare i mercati immobiliare e azionario e migliorare i servizi sanitari e pensionistici. Tuttavia, al momento non sono stati resi noti dettagli sulla spesa pubblica prevista.
L'annuncio del Piano d'Azione Speciale per il Rilancio dei Consumi ha avuto un impatto positivo sui mercati finanziari: lunedì l'indice Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato l'1,2%, mentre i futures sul Brent sono saliti dell'1% a 71,30 dollari al barile.
Ulteriori dettagli sul piano sono attesi in una conferenza stampa del governo prevista per lunedì pomeriggio. Nel frattempo, venerdì scorso l'indice CSI 300 che traccia l’andamento delle azioni quotate a Shanghai e Shenzhen, è tornato in territorio positivo da inizio anno, in previsione dell'annuncio del piano di stimolo ai consumi.
L'annuncio del piano è avvenuto alla fine della settimana scorsa, dopo la chiusura della sessione annuale delle cosiddette «due assemblee» a Pechino, dove il governo ha affermato la priorità di stimolare i consumi.
La spesa domestica in Cina è rimasta debole dalla fine dei lockdown legati al Covid-19, con le famiglie che hanno mantenuto un atteggiamento prudente sulle spese. A febbraio, i prezzi al consumo sono scesi in territorio deflazionistico, sebbene il dato sia stato influenzato dalle festività del Capodanno lunare.
Il rallentamento del settore immobiliare cinese, in parte dovuto alle politiche di taglio della leva finanziaria dei gruppi costruttori adottate dal governo, dura ormai da quattro anni e preme sulla crescita economica, spingendo gli economisti a chiedere misure per sostenere la domanda interna.
Lo scorso settembre, il governo aveva annunciato un pacchetto di misure per sostenere l'economia, focalizzandosi sui mercati azionari, ma senza soddisfare le aspettative degli investitori. Il nuovo piano di stimolo ai consumi prevede l'aumento del salario minimo, un maggiore sostegno all'istruzione e l'introduzione di un sistema di sussidi per la cura dell'infanzia, una questione particolarmente rilevante considerando che la popolazione cinese è in calo da tre anni.
Lynn Song, capo economista di Ing, ritiene che il piano ponga «una notevole attenzione sull'aumento sia della capacità che della propensione al consumo delle famiglie» e, se attuato correttamente, potrebbe «favorire la transizione dell'economia cinese verso un modello di crescita trainato dai consumi».
Il nuovo pacchetto di stimolo prevede anche misure per promuovere il «consumo in entrata». Pechino ha esteso l'esenzione dal visto a numerosi paesi nel corso dell'ultimo anno per incentivare il turismo internazionale dopo la pandemia. Il progetto evidenzia inoltre il potenziale di alcuni settori specifici, come il turismo invernale. Negli ultimi anni, la Cina ha costruito diversi resort sciistici, tra cui il più grande al mondo a Shanghai, inaugurato lo scorso settembre.
Xu Chenggang, ricercatore al Center on China’s Economy and Institutions della Stanford University, ritiene che la svolta di Pechino verso il consumo rifletta il riconoscimento da parte delle autorità della «gravità» della situazione economica.
Tuttavia, l’esperto pensa che il governo fatica ancora a definire misure concrete per stimolare la domanda interna. «Se guardiamo alle misure di politica economica annunciate pubblicamente, non vediamo ancora molto in termini di sostegno alla domanda interna. Sebbene da un lato ammettano che qualcosa non vada, continuano a concentrarsi più sull'offerta». (riproduzione riservata)