E’ iniziata la Golden Week in Cina e i listini della terraferma sono chiusi. In Asia, invece, venerdì 29 settembre il Nikkei cede lo 0,4% alle ore 7:30 italiane, mentre l’Hang Seng balza del 2,6% circa trainato anche dalle trattative su un possibile incontro tra i leader statunitensi e cinesi. Il petrolio Wti americano per ora è fermo a 91,62 dollari il barile.
L’euro recupera un po’ di fiato sul dollaro a 1,0580, mentre il T bond Usa decennale vede il rendimenti oscillare laterale al 4,578% mentre i futures su Wall Street si muovono attorno alla parità.
I titoli tecnologici cinesi sono balzati venerdì mattina, dopo che il principale regolatore internet del Paese ha pubblicato una bozza di legge che semplifica i trasferimenti transfrontalieri di dati.
L’indice Hang Seng di Hong Kong è salito del 2,5%, mentre l’indice Hang Seng Tech, un indicatore che monitora le 30 principali società tecnologiche, è balzato del 3,5%. I giganti di Internet Tencent e Alibaba sono cresciuti rispettivamente del 3% e del 3,5%, mentre le startup di veicoli elettrici XPeng e Nio hanno guadagnato a loro volta il 7,1% e il 6,7%.
La novità è che la Cina intende esentare le attività ordinarie, come il commercio internazionale, la cooperazione accademica e gli acquisti transfrontalieri, dalla richiesta di una revisione sulla sicurezza dei dati, secondo una dichiarazione pubblicazione giovedì dall’amministrazione del cyberspazio.
Venerdì i futures sul greggio Wti e Brent si sono mantenuti rispettivamente sopra i 91 e 92 dollari al barile, stanno per chiudere sia il mese che il trimestre in rialzo dato che la contrazione dell’offerta globale ha superato le incertezze della domanda.
Il petrolio ha registrato un rally dopo che i Paesi di riferimento dell’Opec+, Arabia Saudita e Russia, hanno esteso un taglio combinato dell’offerta di 1,3 milioni di barili giornalieri fino alla fine dell’anno, alimentando i timori di un deficit di mercato più ampio nel quarto trimestre.
L'indice della fiducia dei consumatori in Giappone è sceso al minimo degli ultimi sei mesi a 35,2 a settembre del 2023 da 36,2 di agosto e al massimo da 19 mesi registrato a luglio di 37,1. Il sentiment delle famiglie si è indebolito verso tutti i componenti, vale a dire la crescita del reddito (in calo di 0,3 punti a 38,7), l'occupazione (in calo di 1,6 punti a 41,1), il tenore di vita generale (in calo di 0,9 a 32,0) e la disponibilità ad acquistare beni durevoli (in calo di 1,0 punti a 29,0). (riproduzione riservata)