I mercati in Cina cercano un parziale recupero, mercoledì 26 marzo, grazie ai titoli legati ai metalli, con il rame (volato oltre 5,2 dollari) in corsa su attese di dazi anticipati da parte degli Usa. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei sale dello 0,7%, Hong Kong dello 0,4%, Shanghai dello 0,15%. Dall’amministrazione Trump arriva nel frattempo una black list di società cinesi, ma questo non riesce per ora a incidere in maniera significativa sui mercati. Le attese si spostano al 2 aprile con l’annuncio degli Usa di una serie di contro dazi.
Intanto in Cina salgono Zijin Mining (1,3%), North Copper (8%), Jianxi Copper (4,4%), Yunnan Copper (1,2%) e Hangzhou Iron & Steel (1,4%). Anche le aziende legate all’estrazione e lavorazione dei metalli viaggiano bene: DH Heavy Industries (6,7%), Jiangsu Nanfang (10%) e RongFa Nuclear Equipment (4,1%). I futures sul Nasdaq si muovono intanto in leggero calo (-0,13%).
Gli Stati Uniti hanno inserito decine di aziende tecnologiche cinesi nelle lista blacklist legata alle esportazioni, la prima lista lista nera sotto l'amministrazione di Donald Trump (l’ennesima sotto quella di Joe Biden, in precedenza), nel tentativo di frenare la crescita sull'intelligenza artificiale di Pechino.
Il Bureau of Industry and Security del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha aggiunto 80 nominativi a una «lista di entità», di cui oltre 50 dalla Cina, impedendo alle aziende americane di rifornire quelle presenti nella lista senza espliciti permessi governativi.
Le società sono state inserite in blacklist per aver presumibilmente agito in modo contrario alla sicurezza nazionale e agli interessi di politica estera degli Stati Uniti, ha scritto l'agenzia, che cerca di rallentare la crescita di Pechino nella tecnologia exascale (può elaborare grandi quantità di dati a velocità molto elevate) e quantistica.
Decine di entità cinesi sono state prese di mira per il loro presunto coinvolgimento nello sviluppo di intelligenza artificiale avanzata, supercomputer e chip di intelligenza artificiale ad alte prestazioni per scopi militari, ha spiegato il Dipartimento del Commercio, aggiungendo che due società rifornivano entità sanzionate come Huawei.
Le ultime imprese inserite «creano una rete sempre più ampia rivolta a paesi terzi, punti di transito e intermediari», ha spiegato Alex Capri, docente della National University of Singapore. Le aziende cinesi sono riuscite ad accedere alle tecnologie strategiche a duplice uso (civile e militare) degli Stati Uniti tramite alcune terze parti non soggette a restrizioni. «Gli Usa continueranno a intensificare le operazioni sul contrabbando di semiconduttori avanzati realizzati da Nvidia e Advanced Micro Devices», ha aggiunto l’esperto.
Le restrizioni estese all'esportazione giungono in un momento in cui le tensioni tra Washington e Pechino sono aumentate con l'amministrazione Trump che ha aumentato i dazi contro la Cina, ora al 20%, ma potrebbero salire al 25% dal 2 aprile. La rapida ascesa della startup cinese di intelligenza artificiale DeepSeek ha aumentato l'adozione di modelli AI e open source a basso costo in Cina, esercitando pressione sui concorrenti Usa che impiegano metodi più costosi.
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito all'1,59% mercoledì, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 16 anni, dopo che il governatore della BoJ, Kazuo Ueda, ha detto al parlamento che continuerà ad aumentare i tassi se le proiezioni economiche si concretizzeranno. Ueda ha sottolineato che la crescita economica ha superato le previsioni, con un ciclo positivo di aumento dei redditi che ha spinto la spesa dei consumatori verso il rialzo dei prezzi.
La banca centrale ha intanto gradualmente ridotto le partecipazioni nei titoli Stato. La scorsa settimana, la BoJ ha mantenuto i tassi allo 0,5%, con i funzionari che hanno mantenuto una posizione cauta mentre valutavano i rischi economici globali, in particolare le potenziali ricadute dei dazi Usa. (riproduzione riservata)