Asia in rosso giovedì 19 dicembre dopo il selloff di Wall Street in seguito all’intervento della Fed che ha tagliato i tassi dello 0,25%. Il Dow Jones ha perso il 2,6%, l’S&P 500 il 3%, il Nasdaq il 3,6%. Si tratta del «peggior ribasso dopo una riunione della Fed dal post Covid per l’S&P500 con il Vix a 27», spiega David Pascucci, analista di Xtb, a milanofinanza.it.
Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei cede lo 0,8%, Hong Kong lo 0,3% e Shanghai lo 0,2% mentre l’euro sale dello 0,3% a 1,0386 e lo yen cede lo 0,6% a 155,7. I futures sul Nadaq sono per ora in calo.
La BoJ ha lasciato i tassi fermi a circa lo 0,25% durante l’ultima riunione dell'anno, mantenendoli al livello più alto dal 2008 e in linea con le attese del mercato. Il voto è stato di 8-1, con il membro del consiglio Naoki Tamura che ha sostenuto un aumento di 25 punti base. La decisione di giovedì è arrivata nonostante gli Stati Uniti abbiano avviato il terzo taglio quest'anno, con la BoJ che ha bisogno di più tempo per valutare alcuni rischi, in particolare le politiche economi che Usa sotto Donald Trump e le prospettive dei salari dell'anno prossimo. Il board ritiene che l'economia giapponese sia sulla buona strada per una moderata ripresa, nonostante alcune aree di debolezza.
La Fed ha annunciato un altro taglio di 25 punti base come previsto, segnando la terza riduzione consecutiva quest'anno e portando i costi di prestito fra il 4,25%-4,5%. La Fed ha anche indicato che probabilmente abbasserà i tassi solo altre due volte nel 2025 per un totale di 50 punti base, rispetto a un punto percentuale previsto lo scorso trimestre.
Azioni e obbligazioni sono state vendute dopo che la Federal Reserve ha concluso la riunione mercoledì con una nuova serie di proiezioni economiche che indicano un ritmo potenzialmente più lento di tagli dei tassi di interesse l'anno prossimo rispetto a quanto previsto in precedenza.
I mercati sono stati scossi da un balzo nei rendimenti dei Treasury, con i tassi nel mercato obbligazionario in rialzo dopo che le proiezioni economiche hanno indicato che il board della banca centrale prevede che l'inflazione potrebbe rimanere irrigidita nel 2025. Il Cboe Volatility Index (il Vix), il cosiddetto indicatore della paura del mercato azionario, è salito alle stelle (+74%) mercoledì a quota 27,6, secondo i dati di FactSet.
Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso mercoledì con un calo del 2,6%, l'S&P 500 del 2,9% e il Nasdaq Composite del 3,6%. L'impennata nei rendimenti dei Treasury ha fatto scendere i prezzi delle obbligazioni, con cali più bruschi negli asset dalle duration più lunghe.
Gli investitori si stanno preparando a una maggiore volatilità del mercato nel 2025 mentre attendono i dettagli sulla politica economica sotto la nuova amministrazione Trump. Alcuni temono che l’applicazione di nuovi dazi potrebbe portare a una guerra commerciale globale, un tema emerso durante la conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell mercoledì.
Powell ha indicato che la Fed sta lavorando per capire come le tariffe potrebbero influenzare l'inflazione nell'economia, in modo da essere pronta a fare una «valutazione ponderata» su come rispondere quando emergeranno i dettagli.
«Non sappiamo molto sulle politiche effettive, quindi è molto prematuro cercare di trarre qualsiasi tipo di conclusione», ha detto Powell durante la conferenza stampa. Ad esempio, «non sappiamo cosa sarà soggetto a dazi, da quali Paesi, per quanto tempo, in quale misura», ha spiegato. «Non sappiamo se ci saranno ritorsione». La Fed ha iniziato a tagliare i tassi a settembre, dopo averli aumentati in modo aggressivo per ridurre l'inflazione.
«La conclusione principale della riunione della Fed di oggi è che i rischi di inflazione sono tornati e la Fed è chiaramente preoccupata», spiega Charlie Ripley, strategist di Allianz Investment Management. «La Fed è stata in grado di manovrare tagli di 100 punti base finora in questo ciclo, ma data la traiettoria dell'economia e il recente aumento dell'inflazione, sarà più difficile per la banca centrale fornire avere motivi per continuare a tagliare i tassi allo stesso ritmo».
In base alle proiezioni economiche della Federal Reserve, il board ora sta pianificando potenzialmente due tagli dei tassi di un quarto di punto percentuale ciascuno nel 2025, ovvero la metà rispetto ai quattro tagli da 0,25% previsti a settembre. (riproduzione riservata)