Il governo cinese interviene a sostegno delle borse come aveva fatto nella crisi del 2015 e sollecita i fondi comuni a investire nelle azioni. Giovedì 23 gennaio i listini reagiscono bene, anche se con misura, il Csi 300 sale dello 0,3% alle ore 7:40 italiane, l’Hang Seng cede lo 0,45%, Shanghai guadagna lo 0,7%. I futures sul Nasdaq viaggiano per ora in calo (-0,25%) dopo la brillante performance della sessione precedente (+1,3%).
Da inizio anno, l’Hang Seng ha perso il 2% circa, Shanghai il 3,6%, sono entrambi positivi negli ultimi 12 mesi, rispettivamente per il 21,3% e l’11,5% grazie all’intervento del governo sull’economia a partire dallo scorso settembre.
Giovedì, la China Securities Regulatory Commission (CSRC) ha aumentato il sostegno ai mercati azionari che hanno iniziato il 2025 in debolezza, annunciando misure per investire il capitale, prevedendo che le compagnie di assicurazione acquisteranno almeno 100 miliardi di yuan (13,73 miliardi di dollari) in fondi azionari con un’ottica di lungo termine durante il primo semestre 2025.
Il responsabile della CSRC Wu Qing ha spiegato che le compagnie di assicurazione statali e private saranno incoraggiate ad allocare il 30% dei loro nuovi premi annuali in azioni A. I fondi comuni di investimento saranno inoltre invitati ad investire almeno il 10% in più degli asset in azioni A nei prossimi tre anni.
La strategia prevede anche la riduzione delle commissioni di vendita dei fondi e la promozione degli Etf. Negli ultimi mesi, le azioni cinesi sono state messe sotto pressione per la paura del mercato di un persistente rallentamento economico, appesantito dalla deflazione e dalla scarsa propensione agli acquisti del mercato interno, cui aggiungere la politica dei dazi del presidente Usa, Donald Trump. Che, appena insediato alla Casa Bianca, ha annunciato tariffe in arrivo del 10% su tutti i beni cinesi a partire da febbraio.
«È come accatastare la legna per accendere un falò: ci stiamo preparando per un ambiente più costruttivo, ma all’inizio si ha bisogno di una scintilla di partenza», il commento di Tai Hui, strategist di JPMorgan Asset Management. «Molti investitori a livello internazionale sono preoccupati che un ulteriore deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina che potrebbe avere un impatto sugli investimenti».
La presentazione del progetto è stata fatta, come si è visto, da Wu Qing, presidente della China Securities Regulatory Commission, ma anche dal vice ministro per le Finanze Liao Min e dal funzionario della banca centrale Zou Lan, un segnale che il mercato azionario cinese è considerato da Pechino un bene della nazione da sostenere e non semplicemente come un problema per l'autorità di regolamentazione della borsa. «Questo progetto è senza dubbio positivo per il mercato delle azioni A, ma non rappresenta ancora un punto di svolta», l’intervento di Gary Tan, gestore di Allspring Global Investments. Che specifica: «Abbiamo aggiunto le azioni cinesi in maniera selettiva attraverso una valutazione dei fondamentali - bottom-up - quando le valutazioni sono interessanti senza cercare un catalizzatore di eventi, dal momento che ci vorrà del tempo prima che la Cina affronti i problemi più importanti della sua economia», a partire dalla crisi in atto del settore immobiliare. (riproduzione riservata)