Dazi del 25% a Canada e Messico dal 4 marzo, possibili ulteriori dazi del 10% alla Cina (si arriverebbe al 20%) sempre dal 4 marzo: è quanto ha spiegato giovedì sera Donald Trump e pubblicato sul social Truth. Con la conseguenza che il Nasdaq ha perso il 2,8% (Nvidia ha ceduto l’8.5% tornando sotto i 3 trilioni di capitalizzazione) e venerdì 28 febbraio l’Asia viaggia in netto rosso. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei lascia sul terreno il 2,8%, Hong Kong il 3,08%, Shanghai l’1,65%. I futures sul Nasdaq sono tornati positivi (+0,6%) per ora, mentre il prezzo del Bitcoin perde l'1,79% a 82.811 dollari, segnando un calo di quasi il 25% rispetto al suo massimo storico di gennaio.
I dazi su Canada e Messico al 25% erano stati inizialmente annunciati per febbraio, poi sono stati sospesi per un mese e due giorni fa non era certo che sarebbero partiti a breve, invece giovedì sera Trump ha messo in chiaro che la data di avvio è quella del 4 marzo quando potrebbero entrare in vigore ulteriori tariffe del 10% da aggiungersi al 10% entrato in vigore un mese fa raddoppiando quindi il peso sulla seconda maggiore economia mondiale («verrà addebitata anche un'ulteriore tariffa del 10% in quella data (4 marzo, ndr»).
Il post di Trump è stato pubblicato attorno alle ore 21 italiane e alle 22 il Nasdaq ha chiuso con una perdita secca. Un’economia di dazi crea inflazione importata perché le merci dall’estero costano molto di più e impedisce quindi alla Fed di procedere sulla strada del taglio dei tassi che i mercati auspicano da tempo. Il Nasdaq, come si è visto, ha perso il 2,8%
Durante la notte negli Stati Uniti, i tre principali indici hanno chiuso in ribasso. L'S&P 500 ha chiuso in ribasso dell'1,59% a 5.861,57. L'indice di mercato generale rimane in rosso per la settimana e il mese. Il Nasdaq Composite ha perso il 2,78%, zavorrato da Nvidia.
Le azioni tech asiatiche sono crollate venerdì dopo che Nvidia, il colosso Usa dell’AI, è stata estromessa dal ristretto club dei titoli oltre i 3 trilioni di dollari. Advantest, fornitore di apparecchiature di collaudo dei semiconduttori è sceso di quasi il 9%, mentre Tokyo Electron ha perso il 5,1%. Renesas Electronics e Lasertec sono scivolate rispettivamente del 4,43% e del 7,19%. Il produttore di chip Taiwan Semiconductor Manufacturing Company è sceso poi dell'1,89%. Nvidia resta comunque il secondo gruppo tecnologico Usa di maggior valore dopo Apple.
Le vendite al dettaglio in Giappone sono cresciute al ritmo più veloce degli ultimi 12 mesi, con un aumento del 3,9% anno su anno a gennaio. Si tratta di un valore superiore al dato di dicembre (3,5%), tuttavia si colloca sotto al 4% atteso dal pool di economisti interpellati da Reuters. Le vendite di carburante hanno registrato il maggiore aumento tra tutte le categorie delle vendite al dettaglio, salendo dell'8,7% anno su anno. (riproduzione riservata)